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Lunedì, Settembre 23, 2019

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ARENA DEL SOLE - STAGIONE 2019/20

GUARDA L'INTERVISTA


b_300_0_16777215_00_images_stories_arena-del-sole-2015.jpgTeatro Arena Del Sole – Bologna

Stagione 2019-2020

Dopo aver attraversato il tempo e lo spazio del nostro presente, per la stagione 2019-2020 ERT sceglie di concentrare il proprio sguardo sull’azione e sulla sua capacità di trasformare, generando il “nuovo”. Un nuovo inseguito, sul filo della storia, in tutte le sue forme, in tutte le sue eclettiche traiettorie, fino ad arrivare al Novecento. Il Novecento: il secolo che ci ha preceduto, forse il più discusso dagli storici. Il tempo dell’innovazione velocissima, del cambiamento, ma anche degli orrori; il secolo in cui la ratio umana si è fatta carnefice dell’umanità stessa. Un secolo che si è concluso o che ci trasciniamo ancora dietro?

Bye bye 900? è il titolo scelto da Emilia Romagna Teatro Fondazione – Teatro Nazionale per la sua futura stagione: un’occasione per interrogarci su chi siamo e come cambiamo nel mondo di oggi, con un occhio rivolto al passato che giunge fino a noi nello squarcio scivoloso che è il presente, con le sue ombre e le sue meraviglie.

«Che lascito ci ha trasmesso il Novecento? – si chiede il direttore Claudio Longhi - A diciannove anni dal suo spirare, ci siamo davvero liberati delle sue minacce, delle sue maledizioni, delle sue tentazioni, delle sue speranze, dei suoi crimini e delle sue vittorie? È stato davvero il “secolo breve”, nato quattordici anni dopo la sua genesi e morto undici anni prima di finire, o è un secolo lungo lunghissimo che in forme striscianti e vischiose, impastate di inerzia e di viltà, di smemoratezza e di ignoranza, ancora si ostina, tenacemente, a non lasciarci? E voltandogli le spalle, che futuro ci aspetta? Per noi così restii a fare i conti radicalmente con qualcosa o qualcuno, dunque, fare i conti con noi stessi, oggi, è un po’ fare i conti con il Novecento. Hello and good-bye…».

L’irrompere del nuovo, cuore pulsante del cartellone, è raccontato attraverso le immagini-simbolo scelte per la nuova stagione ERT: dalla prima Esposizione Universale di Parigi, agli albori del Novecento, kermesse che ha profetizzato l’avvento del villaggio globale, passando attraverso il fungo atomico di Hiroshima e l’allunaggio del 1969, giù giù fino alla caduta del muro di Berlino e alla New York della scintillante notte di capodanno del 1999, con le sue svettanti Torri Gemelle, emblema della nostra civiltà e sinistro memento del loro venir meno.

Dalla volontà di ERT Fondazione, Teatro Nazionale e pubblico, di riflettere sulla contemporaneità e di farsi luogo di cultura, crescita e riflessione, scaturisce il grande impegno produttivo dell’Ente, che da sempre lo caratterizza, «un’attenzione più ampia possibile – come afferma il Presidente Giuliano Barbolini - nei confronti di artisti dai diversi percorsi e storie: registi affermati, nuovi talenti e realtà radicate nel territorio».

La stagione del Teatro Arena Del Sole conferma anche quest’anno la forte vocazione del teatro a farsi luogo di racconto dei temi più aderenti al nostro vivere, creando un tracciato e uno specchio della nostra società.

A Bologna una proposta di titoli ricca e articolata che si muove tra grandi nomi della scena contemporanea, come Antonio Latella che torna a lavorare con ERT Fondazione e dirige la grande saga familiare de La valle dell’Eden, la coreografa e regista Constanza Macras che porta in scena le tematiche raziali del Sud Africa, Pascal Rambert uno dei maggiori drammaturghi europei con la nuova produzione Architecture, Emma Dante, Antonio Rezza e Flavia Marzella, ai quali ERT dedica una personale; Lola Arias, che dopo il successo di Atlas des Kommunismus, realizza per ERT un grande progetto di teatro partecipato e documento. E ancora nuovi e importanti autori italiani, come Massimiliano Civica, Marco Paolini e Francesco Niccolini, Saverio La Ruina, Enzo Vetrano e Stefano Randisi che interpretano un testo di Ivano Dionigi, Nanni Garella, Pietro Babina, Liv Ferracchiati, Davide Carnevali, Kepler-452 e molti altri. Non manca la grande tradizione italiana con Gabriele Lavia con i suoi Giganti della montagna, Teatri Uniti che porta in scena Eternapoli di Giuseppe Montesano con Toni Servillo.

La campagna abbonamenti si apre sabato 18 maggio e termina sabato 15 giugno: dal 18 al 31 maggio le prelazione abbonamenti Stagione 2018-2019; dal 1° al 15 giugno sarà possibile acquistare i nuovi abbonamenti.

Per favorire una maggiore trasversalità, a partire da quest’anno è possibile inserire nell’abbonamento CARTA ARENA, gli spettacoli di tutti i cartelloni dei teatri ERT (Teatro Storchi, Teatro delle Passioni - Modena, Teatro Dadà – Castelfranco Emilia, Teatro Fabbri – Vignola, Teatro Bonci – Cesena).


Le produzioni ERT

Arizona, spettacolo diretto dal giovane Fabrizio Falco, anche interprete con una grande attrice italiana come Laura Marinoni, apre la stagione della sala Thierry Slamon il 19 ottobre. Il testo del prolifico drammaturgo, sceneggiatore e regista, di teatro e cinema, Juan Carlo Rubio, è una tragicommedia quanto mai attuale, in cui una insolita coppia si occupa di controllare e bloccare il passaggio degli immigrati attraverso il confine tra Messico e Stati Uniti.

Antonio Latella, uno dei maggiori registi italiani contemporanei, tra i più apprezzati all’estero e attuale direttore della Biennale Teatro di Venezia, torna a collaborare con ERT Fondazione per portare in scena La valle dell’Eden, una grande saga familiare, capolavoro letterario dello scrittore americano, Premio Nobel, John Steinbeck. Lo spettacolo è stato inoltre preceduto dal ciclo di lettura a puntate del romanzo, che ha portato a Bologna i futuri protagonisti della pièce tra sale teatrali, biblioteche e musei cittadini.

Davide Carnevali, drammaturgo italiano, che anche in questa stagione torna a collaborare con ERT Fondazione, dirige Lorca sogna Shakespeare in una notte di mezz'estate, uno sguardo al Seicento, attraverso una rilettura di uno degli autori principali del barocco e del teatro elisabettiano.

Dopo il debutto a VIE Festival, torna la compagnia Kepler-452 con la nuova produzione F. Perdere le cose, uno spettacolo che, scavando nei cavilli legislativi e nelle pieghe della burocrazia, riflette sull’esistenza e l’identità di ognuno di noi, sulla necessità del teatro, sull’importanza dello stare in scena; il tutto raccontando la storia dell’indimenticabile incontro con F., un senza tetto nigeriano che vive in Italia da vent’anni.

Enzo Vetrano e Stefano Randisi, interpretano e dirigono Quando la vita ti viene a trovare. Dialogo tra Lucrezio e Seneca, scritto dal latinista Ivano Dionigi. Uno scontro filosofico tra due maestri del pensiero classico, per guardare a due diverse anime che abitano la cultura occidentale da secoli.

Nell’ambito del progetto Elias Canetti. Il secolo preso alla gola, Lino Guanciale approda alla regia, portando in scena il primo testo teatrale dello scrittore bulgaro. In Nozze (1932), con un’attualità disarmante, dietro al grottesco e apocalittico narrare degli odi e delle basse bramosie da condominio, Canetti prefigura la folle catastrofe dell'Europa dei nazionalismi tra le due guerre mondiali.

Pascal Rambert, personalità teatrale tra le più interessanti del panorama contemporaneo, torna a dirigere un suo lavoro per Emilia Romagna Teatro Fondazione, dopo il successo di Clôture de l'amour e Répétition. Lo fa con Architecture, un grande racconto sull’Europa, una brutale storia familiare, un naufragio tra l’inizio della modernità, la prima guerra mondiale e l'Anschluss.

Tra i giovani registi prodotti da ERT, Teodoro Bonci del Bene, dopo aver diretto Gioia e dolori nella vita delle giraffe di Tiago Rodrigues, reinventa la favola nera degli innamorati di Verona in Romeo and Juliet. Melo-drama, attingendo al vasto mondo della musica, per lo più leggera, cercando di vestire e spogliare a un tempo gli elementi caratterizzanti il testo shakespeariano.

Continua il sodalizio tra ERT e il regista Nanni Garella con la compagnia Arte e Salute che debutta con Racconti dalla Foresta di Arden: un universo metaforico, foresta limitrofa alla città, suo specchio, luogo delle trasfigurazioni e delle metamorfosi, deposito di antichi racconti di magia, d’amore, di armonia fra uomo e natura, tutto ciò che sembra scomparso nell’immaginario dell’uomo moderno.

Pietro Babina torna a collaborare con ERT e mette in scena il suo nuovo spettacolo Alla voragine (Là dov’è l’ingresso, è anche l’uscita), una riflessione sulla nascita e sulla morte, su quell'attraversamento del mondo che ognuno di noi è chiamato a compiere, nel tempo destinato.

La stagione del Teatro Arena Del Sole si conclude con una grande produzione, in scena dal 26 al 30 maggio, diretta dalla regista argentina, di casa in Europa, Lola Arias, già applaudita a Bologna per Atlas des Kommunismus. Arias presenta un importante progetto di teatro partecipato e documento, La parola madre, lavoro che si interroga sul concetto di maternità, tema centrale nel dibattito contemporaneo sui rapporti di genere. Lo spettacolo verrà realizzato in diverse città del mondo e con varie comunità, come un laboratorio mobile. La parola madre rientra inoltre nella programmazione prevista per l’ultima edizione, dopo Right to the City e Home, di Atlas of Transitions Biennale.

Dopo il successo degli anni passati, continuano durante l’arco dell’intera stagione le visite spettacolo Nel gran teatro della città, alla scoperta della storia dell’Arena Del Sole con le esplorazioni guidate all’interno della struttura condotte dagli attori di ERT, con la drammaturgia originale scritta appositamente per l’occasione da Emanuele Aldrovandi.


Le ospitalità

Ad aprire la stagione del Teatro Arena Del Sole, dall’11 al 13 ottobre, un appuntamento musicale con Canto per Europa. Viaggio in musica e parola alle origini dell’Occidente: la European Spirit of Youth Orchestra - ESYO, ensemble giovanile internazionale diretto dal M° Igor Coretti Kuret, accompagna una voce narrante, quella del giornalista e scrittore Paolo Rumiz, in una rilettura del mito fondativo del nostro continente, che vede la principessa fenicia Europa rapita da Giove su una spiaggia dell'attuale Libano.

Proseguono le ospitalità con un altro grande nome del teatro e della danza internazionale, la regista e coreografa argentina Constanza Macras con Hillbrowfication - a part of Space Tales, Future Cities, un progetto performativo che coinvolge bambini e giovani provenienti dalla zona di Hillbrow di Johannesburg, un quartiere dove la situazione dei migranti, la violenza e la xenofobia costituiscono aspetti durissimi della quotidianità. A partire dai materiali prodotti durante i laboratori, i partecipanti sviluppano una performance, immaginando la “Hillbrow del futuro”, utopie e distopie della ghettizzazione e della gentrificazione.

Un appuntamento dedicato al fumetto è quello con Kobane Calling On Stage, un progetto di Cristina Poccardi e Nicola ZavagliTeatri d’Imbarco, tratto dal celebre racconto di Zerocalcare, un resoconto del viaggio dell’autore stesso insieme a un gruppo di giovani volontari partiti per la città simbolo della resistenza curda, Kobanê, tra i difensori del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico.

Non manca l’affezionato appuntamento di Capodanno con Tap Factory, uno spettacolo di danza e acrobatica, nato in Francia ma di produzione inglese, basata sulla tap dance.

Paolo Billi presenta il nuovo spettacolo della Compagnia del Pratello, composta da minori e giovani adulti in carico ai Servizi di Giustizia Minorile, Le orme dei figli. Liberamente ispirato alla fiaba di Charles Perrault, Pollicino, e ad alcuni film di François Truffaut, lo spettacolo è ambientato in un luogo immaginario, il cui riferimento alla realtà non sembra però distante: una foresta di figli abbandonati da padri.

Gabriele Lavia, dopo Sei personaggi in cerca d’autore e L’uomo dal fiore in bocca... e non solo, chiude la sua trilogia pirandelliana con I giganti della montagna, «l’ultimo dei miti – come afferma il regista – testamento artistico di Luigi Pirandello».

Massimiliano Civica, regista Premio Ubu nel 2015 e 2017, dirige l’Antigone di Sofocle, una nuova lettura della tragedia greca che lascia risuonare un messaggio sconvolgente e attualissimo: è proprio il carattere delle persone che svolgono un ruolo pubblico a essere una questione di tremenda rilevanza politica e interesse comunitario.

Un altro grande nome del teatro italiano, Saverio La Ruina mette in scena Mario e Saleh, spettacolo che racconta l’incontro tra un occidentale cristiano e un musulmano, all’indomani di un terremoto, in una delle tende allestite nei luoghi del sisma: la relazione ravvicinata tra i due si evolve tra differenze e agnizioni, ribaltando le percezioni che hanno l’uno dell’altro.

Antonio Viganò e Bruno Stori mettono in scena Otello Circus, uno spettacolo lirico-teatrale, ispirato alle opere di Giuseppe Verdi e William Shakespeare, ambientato in un vecchio Circo dove tutto sembra appassito e Otello è costretto a rappresentare la sua personale tragedia. Spettacolo presentato in collaborazione con Centro La Soffitta, Dipartimento delle Arti, Università di Bologna.

La giovane compagnia milanese Il Teatro dei Gordi presenta Visite. Ispirato al mito di Filemone e Bauci di Ovidio, lo spettacolo indaga la metamorfosi come segno del tempo, sguardo sul mondo, vitale necessità e dinamica scenica e lo fa raccontando con un linguaggio originale, una storia semplice e comune, per cogliere il fondo mitico della realtà a noi vicina.

Marco Paolini torna in Arena Del Sole con il suo nuovo spettacolo Nel tempo degli dei. Il calzolaio di Ulisse, scritto con Francesco Niccolini. Ex guerriero ed eroe, ex aedo, l’Ulisse di Paolini, pellegrino e invecchiato, non ama svelare la propria identità e tesse parole al limite della realtà che diventano mito.

Il duo Angela Malfitano e Francesca Mazza riprende uno dei loro spettacoli di repertorio, Due vecchiette vanno a Nord, in cui le attrici affrontano il tema della morte attraverso l’ironica scrittura del drammaturgo francese Pierre Notte, imbattendosi in un viaggio rocambolesco carico di memorie e conti da chiudere.

Valter Malosti dirige Federica Fracassi in La monaca di Monza di Giovanni Testori, uno dei maggiori drammaturghi di riferimento del secondo Novecento: feroce confessione di Marianna De Lyva, in cui come in una soggettiva cinematografica la protagonista, ormai morta, rivive la sua vita.

Sempre firmato da Testori, uno dei suoi testi più noti, I promessi sposi alla prova, viene messo in scena da Andrée Ruth Shammah. Un classico della letteratura italiana, per quanto lontano da noi e dallo spirito del nostro tempo, capace di risvegliare dubbi ed emozioni proprie di tutti gli esseri umani, in qualsiasi epoca.

Liv Ferracchiati, giovane drammaturga tra le più interessanti del panorama contemporaneo italiano, mette in scena Commedia con schianto. Struttura di un fallimento tragico, una satira sul sistema teatrale, sugli artisti e sulle debolezze dell’essere umano, ma anche un grido di disperazione da parte di una generazione che prova a lasciare un segno.

Vuccirìa Teatro presenta Io, mai niente con nessuno avevo fatto, un testo originale di Joele Anastasi, da lui stesso diretto, che racconta la storia di due cugini nella Sicilia degli anni ’80, che crescono come fratello e sorella, giocando per cancellare la solitudine ancestrale di una famiglia senza padri.

Antonio Rezza e Flavia Mastrella, un combinato artistico inimitabile nel panorama teatrale contemporaneo, Leone d’Oro alla carriera per il Teatro 2018, portano in scena a Bologna Bahamuth, nome che identifica un misterioso pesce legato alla mitologia babilonese. Attore camaleontico, dotato di un’esplosività unica Antonio Rezza incarna nello spettacolo l’universo sterminato di oggetti a cui dà vita concreta Flavia Mastrella con le sue creazioni.

Torna in Arena Del Sole Emma Dante con Misericordia, storia di tre prostitute e un ragazzo disabile a loro lasciato dopo la morte della madre naturale, avvenuta in seguito a una violenza. Un racconto di una realtà squallida, intrisa di povertà, analfabetismo e provincialismo, in cui la regista siciliana mette in scena la fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine.

Un altro grande ritorno quello di Teatri Uniti e Toni Servillo con Eternapoli, spettacolo che ERT Fondazione ospita in collaborazione con il Teatro Comunale di Bologna, tratto dal romanzo Di questa vita menzognera, edito da Feltrinelli nel 2003, in cui Giuseppe Montesano racconta la storia di un personaggio, il Calebbano, ambiguo e senza scrupoli, compromesso con la criminalità organizzata.

Il regista Premio Ubu 2017 Alessandro Serra presenta Il giardino dei ciliegi, una rilettura dell’opera di Čechov, in cui non c’è trama, ma tutto è nei personaggi: una partitura per anime, i dialoghi sono monologhi interiori che si intrecciano e si attraversano. Un unico respiro, un’unica voce.


Biglietteria e Punto Informazioni dell'Arena Del Sole Via Indipendenza 44, Bologna - tel. 051.2910910 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari biglietteria per campagna abbonamenti

prelazione abbonamenti stagione 2018-2019: da sabato 18 a venerdì 31 maggio

vendita nuovi abbonamenti: da sabato 1 a sabato 15 giugno e dal 12 settembre

Orari biglietteria:

dal 18 al 25 maggio: dal martedì al sabato ore 11.00-14.00 e 16.30-19.00; domenica 19 maggio 16.30-19.00

dal 28 maggio al 15 giugno: ore 17.00-20.00 (chiusura 2 e 9 giugno)

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