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b_300_0_16777215_00_images_stories_home-2019.jpgAtlas of Transitions è il progetto internazionale promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione con Cantieri Meticci e Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna (programma Creative Europe). In partnership con sei paesi europei – Polonia, Belgio, Francia, Svezia, Albania, Grecia – interroga le trasformazioni culturali legate al fenomeno migratorio, sperimentando modelli di reciprocità tra culture diverse, tra cittadini europei e nuovi arrivati.

Atlas of Transitions Biennale – il programma di eventi di Atlas of Transitions a Bologna promossi da Emilia Romagna Teatro Fondazionedopo il successo della scorsa edizione Right to the City, torna dall’1 al 10 marzo 2019 con un nuovo festival di dieci giorni dal titolo HOME.

Realizzato per la cura di Piersandra Di Matteo, il festival indaga lo spettro ampio della nozione di “casa”. Privo di aggettivi, questo titolo si declina, di volta in volta, in relazione alla condizione di “lasciare casa” o di “essere-a-casa”, di “sentirsi o non sentirsi a casa”, guardando alle rappresentazioni dello spazio domestico. E lo fa attraverso performance che chiamano in causa gli abitanti di Bologna, debutti nazionali di artiste provenienti dall’Africa sub-sahariana, esperienze corporee condivise e workshop, concerti e film, incontri e seminari, un convegno internazionale, una residenza di creazione, una masterclass per attori, un edit-a-thon collettivo promosso da adolescenti e l’istituzione di una scuola temporanea per apprendere e sperimentare saperi e pratiche culturali dei paesi d’origine dei migranti.

Analizzando il confine tra arte e attivismo, HOME sceglie di rendere protagoniste performer, coreografe, cantanti provenienti da Costa d’Avorio, Mali, Estonia, Ruanda, Siria, Palestina, Cuba, molte delle quali presentano il proprio lavoro in Italia per la prima volta; instaura un dialogo diretto con le comunità straniere e le loro associazioni portatrici di sapere, sostenendo i percorsi creativi delle seconde generazioni.

Un orizzonte declinato al femminile, che coinvolge, attraverso momenti di dialogo e riflessioni anche attiviste, studiose, operatrici che lavorano in progetti di valorizzazione della diversità e sui diritti e discriminazioni di genere.

Il principale campo d’azione di HOME saranno gli spazi di DAMSLab - Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna: l’auditorium, il teatro, le sale, i corridoi e l’atrio, allestito come una grande piazza coperta.

Quest’anno Atlas of Transitions Biennale | HOME prende vita in contemporanea con la XIV edizione di VIE Festival, con l’obiettivo di intersecarne la programmazione. Due sguardi, due progetti che, nella loro autonomia e identità, dialogano per dar vita a possibili interazioni tra pubblici, luoghi e proposte artistiche diverse e molteplici nel segno dell’inclusività.

Inaugurano HOME due progetti dell’artista e attivista cubana Tania Bruguera, riconosciuta a livello internazionale: dopo lo straordinario successo del recente progetto presentato alla TATE Modern di Londra, Bruguera realizza per Atlas of Transitions Biennale due opere: Referendum e School of Integration.

Interessata all’arte come strumento di trasformazione sociale, l’“artivista” indice a Bologna, Referendum, una performance – già sperimentata in alcune città del mondo tra cui New York, Toronto e San Francisco – della durata di 10 giorni, che vede l’attivazione di una campagna referendaria urbana rivolta agli abitanti bolognesi. Simulando la forma del referendum, i cittadini sono invitati a esprimere il proprio voto su una questione riguardante la migrazione, nata da un dibattito pubblico che ha coinvolto realtà del territorio, attivisti, operatori impegnati nell’accoglienza e cittadini, attraverso tre incontri assembleari che si sono svolti nel mese di gennaio e che hanno condotto, dopo un intenso dibattito, alla formulazione del seguente quesito referendario: “I CONFINI UCCIDONO. DOVREMMO ABOLIRE I CONFINI?”. Rispondendo “SI” o “NO”, durante i dieci giorni di HOME sarà possibile votare in diversi punti della città – luoghi centrali e periferici –, mentre un tabellone segnerà i risultati giornalieri delle votazioni.

Referendum prevede un’azione speciale di Cheap, con un’installazione affissiva site-specific di poster nel circuito delle bacheche di Cheap on Board in via Irnerio, via dell’Abbadia e viale Ercolani.

Venerdì 1 marzo alle ore 18.00 Tania Bruguera è protagonista di Est-ètica e diritti dei migranti, un incontro con gli abitanti di Bologna per ripercorrere in forma di dialogo i nodi teorici e tematici della sua ricerca artistica, e inoltre dà avvio ufficialmente alla campagna referendaria e all’apertura dei “seggi”.

Nella stessa giornata l’artista cubana inaugura (ore 20.30) la School of Integration, una scuola di integrazione temporanea – uno dei progetti fondamentali di questa edizione, realizzato in esclusiva per Bologna – le cui lezioni, ribaltando la consuetudine, saranno condotte dai membri delle comunità straniere.

I contenuti degli incontri – dall’1 al 10 marzo – ogni giorno sono dedicati alla cultura di un paese diverso, spaziando dalle competenze artigianali, linguistiche e musicali, alle tradizioni culinarie e immaginari pop: Eritrea, Africa Occidentale, Ucraina, Marocco, Palestina, Rom e Sinti, Cina, Senegal, Perù, Iran. Basato sull’idea di una partecipazione larga e meticcia, le lezioni sono aperte e rivolte a tutte le persone interessate.

Sabato 2 marzo alle ore 21.30 Nadia Beugré / Latitudes Prod, performer e coreografa della Costa d’Avorio presenta in prima nazionale, Quartiers Libres, spettacolo che – evocando la guerra civile del suo paese – analizza spazi-tabù, lì dove si negoziano forme di espressione e sottomissione.

Segue lo spettacolo un incontro con l’artista.

Alle ore 18.00 l’appuntamento quotidiano con la School of Integration, Lezione #2 Africa Occidentale.

Domenica 3 marzo alle ore 15.30 l’incontro Home Is Where I Stand con l’artista estone Kristina Norman – in residenza creativa a Bologna – che presenta una parte del suo percorso di ricerca Lighter Than Woman, finalizzato alla creazione di una docu-performance incentrata sulla figura delle lavoratrici, definite “badanti”, provenienti dai paesi dell’Est, sulle famiglie di accoglienza e sulle donne assistite.

Partecipa all’incontro la professoressa Sabrina Marchetti (Università Ca’ Foscari di Venezia), studiosa di razzismo, sessismo, e dei diritti delle lavoratrici impegnate nel lavoro domestico e di cura, coordinatrice del progetto "DomEQUAL: A Global Approach to Domestic Work and Social Inequalities".

Alle 17.00, la coreografa, cantante e autrice ruandese Dorotheé Munyaneza interessata alla ricerca storica sulla violenza di genere e la disuguaglianza razziale, e la Compagnie Kadidi presentano lo spettacolo Samedi Détente in prima nazionale a Teatri di Vita: attraverso la parola e il canto Munyaneza ripercorre la vicenda del genocidio che ha devastato il Ruanda, quando lei era ancora bambina.

Alle ore 18.00 School of Integration, Lezione #3 Ucraina.

Lunedì 4 marzo alle 18.00, la giornata prendo avvio con il quarto appuntamento della School of Integration di Tania Bruguera, Lezione #4 Marocco.

Martedì 5 marzo, alle ore 11.00 Interdisciplinary knowledge for a complicated world una lecture con lo studioso americano Craig Calhoun, che analizza come le trasformazioni globali contemporanee - il futuro del lavoro e delle nuove tecnologie, il cambiamento climatico o le migrazioni - non possono essere comprese all'interno di singole discipline. Con l’obiettivo di costruire una connessione tra accademia e società civile, Calhoun esplora il rapporto tra società complessa, interdisciplinarietà e sapere pubblico. In collaborazione con l’Università di Bologna.

Alle ore 18.00 School of Integration, Lezione #5 Palestina.

Mercoledì 6, ore 14.00, il seminario gratuito di ARTE ÚTIL, Broadcasting the archive #11: “Qual è la relazione possibile tra arte e attivismo? Può l’arte essere uno strumento capace di produrre trasformazioni sociali?”. Su queste domande si interroga la curatrice Alessandra Saviotti nel percorso che approfondisce il (con)fine dell’arte, analizza casi-studio dell’archivio Arte Útil, focalizzandosi su migrazioni, diritto alla casa, sistemi economici alternativi. Partecipano: Cheap Street Poster Art, Fiorenza Menni e Andrea Mochi Sismondi/Ateliersi, Maddalena Fragnito/Macao, Fabrizio Urettini/Talking Hands. In collaborazione con l’Associazione Ubu per Franco Quadri.

Alle ore 18.00 School of Integration, Lezione #6 Rom e Sinti.

Alle 19.30 al Cinema Lumière ZimmerFrei – artisti associati ad Atlas of Transitions – presenta Saga #1 | Yakub, primo episodio filmico di una serie che Anna de Manincor e Massimo Carozzi stanno girando da tempo a Bologna: città natale, città d’adozione o d’elezione di alcuni giovanissimi abitanti, cittadini del presente che ne ereditano il passato e ne scrivono il futuro. Saga #1 ruota intorno a Yakub, partito dalla Nigeria a 15 anni, catapultato in Libia, sbarcato in Italia a 17; da pochi mesi ha compiuto 18 anni e il suo status è cambiato. Precede il film un incontro con ZimmerFrei, i protagonisti e la troupe coinvolta nel primo episodio di Saga.

Una giornata di studio e ricerca è quella di giovedì 7 che ospita la conferenza internazionale A World in Transition. In-between Performing Arts and Migration, dalle ore 9.30 alle 17.30, organizzata dal Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna, in collaborazione con il Dipartimento delle Arti ed ERT Fondazione. La conferenza – con più di trenta relatori – vede studiosi e artisti internazionali confrontarsi sui diversi linguaggi in grado di costruire immaginari e narrazioni alternative sulla migrazione, alimentare la definizione di strumenti scientifici trasversali.

Alle ore 18.00 School of Integration, Lezione #7 Cina.

Venerdì 8 alle ore 14.30 il DAMSLab ospita un Edit-a-thon collettivo, nel quadro del progetto internazionale Art+Feminism, nato con l’intento di colmare il divario sul genere presente nelle voci di Wikipedia. A Bologna il progetto coinvolge gli studenti di sei classi di Istituti Superiori, che, dopo un lavoro di studio, ricerca e redazione, pubblicheranno online le voci di attiviste, artiste, filosofe, militanti, cantanti provenienti da Iran, Algeria, Cuba, Ruanda, Egitto, Palestina, Italia, Libia, Etiopia, Nigeria e tanti altri paesi.

Alle ore 18.00 School of Integration, Lezione #8 Senegal.

Alle ore 20.30 Fatoumata Bagayoko/Compagnie Jiriladon, proveniente dal Mali, si esibisce in una performance di breve durata, Fatou t’as tout fait, in prima nazionale: la giovane coreografa affronta il tema della sua mutilazione genitale. Lo spettacolo in replica domenica 10 marzo, sarà seguito da un incontro con Fatoumata Bagayoko e Cristiana Natali, docente di Antropologia culturale dell’Università di Bologna, in collaborazione con Centro Studi “G. Donati”.

Alle 20.00 una cena a base di assaggi dalle cucine del mondo e drink, preparati dalle donne somale e colombiane dell’associazione AMISS e un brindisi di benvenuto per dare il via alle ore 21.30 alla festa, nel segno delle nuove generazioni italiane, con performance e djset, This Must Be the Place, in collaborazione con Next Generation: con la performer afrotrap Mariam Rouass, che canta di integrazione e diritti delle donne, la graphic designer e handlettering artist Ferdaous Harfi, sperimentatrice di intrecci tra calligrafia araba e italiana, la fashion blogger Wissal Elloubab, interessata a estendere l’attenzione sulla tradizione del velo nella cultura musulmana. Presenta la giovanissima cantante afroitaliana ed ecofemminista Mary Martins. Segue dj-set al femminile Hellviras, a cura di NeuRadio.

La mattina di sabato 9 alle ore 11.00, l’atrio del DAMSLab ospita una lezione di danza africana aperta alla cittadinanza, condotta dalla coreografa maliana Fatoumata Bagayoko. Alle ore 15.00 segue Be Unbounded (Sii sconfinata), momento discorsivo in cui dare spazio a una riflessione su migrazione femminile e violenza di genere. Curata da Martina Ciccioli della Casa delle donne per subire violenza Onlus di Bologna, vede l’intervento di Annalisa Camilli (giornalista di Internazionale), Barbara Pinelli (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Alessandra Sciurba (attivista di Mediterranea), Farah Saleh (artista palestinese) e donne migranti. A inframmezzare gli interventi, parole poetiche selezionate tra i libri della Biblioteca Italiana delle Donne di Bologna.

La giornata prosegue alle ore 18.00 con Burning Lexicon. Concerto per voci di donne – un progetto promosso dall’Associazione Amigdala, sotto la guida di Meike Clarelli – con le Chemin Des Femmes, coro composto da donne di diversa provenienza geografica e culturale, e Le Core-voci indisciplinate, giovane coro bolognese femminile: un programma originale capace di mescolare ritmi ghanesi e polifonie georgiane, frammenti pop e esperimenti contemporanei.

Alle ore 19.00 il penultimo appuntamento della School of Integration, Lezione #9 Perù.

Al MET va in scena alle 18.00 lo spettacolo per bambini (dai 5 anni in su) Z’Oiseaux di Les Petites Boîtes (Francia). Con disegni, ombre, oggetti di carta ritagliata, Z’oiseaux abbraccia l’universo della migrazione degli uccelli che segue rotte aeree guidate da forme di orientamento magnetico. Attraverso un dispositivo sensoriale la scena dà corpo al racconto di un grande viaggio.

La giornata si conclude con lo spettacolo, in prima nazionale, Il negro del Narciso di Cantieri Meticci, liberamente tratto dal racconto omonimo di Joseph Conrad, in scena alle ore 21 al Teatro San Martino: a partire dalla storia della nave sconvolta dall’ingresso a bordo di James Wait, Cantieri Meticci propone una riscrittura contemporanea dando vita a un’opera a metà tra spettacolo e installazione, in cui il migrante, l'africano, il nero – bollato come il nemico originario ed eterno – è visto come una figura reale e fantasmatica.

Per interrogare le intersezioni tra politica, razza e cultura visuale domenica 10 alle ore 11.30, lo studioso e attivista statunitense Nicholas Mirzoeff presenta la lecture dal titolo Of Slingshots, Statues and Shacks: Mobility and the Infrastructures of Race (Fionde, statue e baracche: mobilità e infrastrutture delle razze) in cui affronta il tema della mobilità umana in relazione all’immobilità delle statue che rendono visibili e tangibili i rapporti di potere a dominanza colonialista.

Alle ore 18.00 l’ultimo appuntamento con la School of Integration, Lezione #10 Iran.

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In stretto dialogo con le lezioni della School of Integration, dedicate ogni giorno alla cultura di un Paese diverso, HOME realizza in collaborazione con la Cineteca di Bologna presso il Cinema Lumière – una programmazione di film dedicata alle comunità straniere residenti a Bologna, portando alla scoperta di culture “altre”, attraverso il racconto cinematografico.

Lunedì 4 marzo alle ore 20.15, Alyam, Alyam (Marocco/1978) di Ahmed El Maanouni, che racconta le circostanze che hanno condotto al crollo della società tradizionale in Marocco e la forza che nasce dalla disperazione. Il film è in versione originale con i sottotitoli in italiano.

Martedì 5 marzo alle ore 20.00 La strada dei Samouni (Italia-Francia/2018) di Stefano Savona, storia di una famiglia palestinese della periferia rurale di Gaza decimata dai bombardamenti israeliani d'inizio 2009, a causa dei tragici avvenimenti dell’operazione “Piombo fuso”. Premiato come miglior documentario all’ultimo Festival di Cannes. Il film è in versione originale con i sottotitoli in italiano.

Giovedì 7 marzo alle ore 20.15 Baba (Papà) (Cina/2000) primo e unico film del romanziere Wang Shuo, vera icona culturale cinese, che racconta la storia di un padre vedovo alle prese con un figlio adolescente nella Pechino degli anni Novanta. Interpretato come un’allegoria del governo e bandito dalla censura, a oggi Baba non è ancora mai stato mostrato al pubblico cinese. Il film è in versione originale con i sottotitoli in italiano.

Domenica 10 marzo alle 20.00 Brick and Mirror (Iran/1964) primo film di finzione di Ebrahim Golestan, vero capolavoro moderno del cinema iraniano, che esplora i temi della paura e della responsabilità all'indomani del colpo di stato.

Un’altra importante sezione di HOME è quella dedicata alle Sharing Practices (pratiche di condivisione).

Speaking from Damascus, masterclass per attori professionisti condotta dall’attrice siriana Nanda Mohammad, un percorso di formazione basato sulle differenze linguistiche tra italiano, inglese e arabo, attraverso cui analizzare la relazione tra voce, corpo e linguaggio (1-5 marzo, DAMSLab).

Archiving gestures, laboratorio della coreografa palestinese Farah Saleh, rivolto a un gruppo di donne di diversa origine e provenienza con cui sperimentare il corpo come deposito vivente e insieme veicolo per trasmettere un archivio affettivo latente (6-8 marzo, MAMbo).

Ricordi del corpo, workshop condotto dagli artisti polacchi Alicja Borkowska e Łukasz Wójcicki che lavorano sulla scrittura creativa ispirata da frammenti di diari, memorie e biografie di artisti e filosofi, per dare vita a nuove posture corporee e altre scritture (8-10 marzo, Ateliersi).

Malian Dance, lezione di danza africana aperta alla cittadinanza della danzatrice e coreografa maliana Fatoumata Bagayoko (9 marzo, DAMSLab).

Nel quadro delle attività laboratoriali anche Corner. Tessitura a dieci mani che coinvolge minori stranieri non accompagnati in residenza all’Hub Merlani e al Villaggio del Fanciullo di Bologna, provenienti da Gambia, Albania, Marocco, Kosovo e Algeria, che hanno fatto un percorso laboratoriale, a cura di Irene Maria Olavìde e Roberta Pizzi, e con i colori hanno creato un angolo accogliente negli spazi del DAMSLab.

Altro percorso di creazione e formazione è Pillow condotto da Vicini d’Istanti: sarti dell'Africa occidentale hanno confezionato fodere per cuscini – presi in prestito dal MAMbo – con tessuti scelti che evocano il tema della "casa”: le stoffe raccontano dinamiche familiari e la centralità della figura della donna; i colori sono scelti dai pagne "famille" (la famiglia), "l'oeil de ma rivale" (l'occhio della mia rivale). Le sedute saranno utilizzate negli spazi del DAMSLab.

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Durante le 10 giornate di Atlas of Transitions Biennale prendono avvio due percorsi Instant of HOME, laboratorio di phone photography condotto da Barbara Pasquariello e promosso da Arca di Noè Coop Sociale, e il laboratorio di formazione dedicato ai Social Media, promosso da Arci Solidarietà, entrambi rivolti a ragazzi/e richiedenti asilo, ospiti dei centri SPRAR della città metropolitana di Bologna, che documenteranno le diverse attività producendo materiale per il canale Instagram.

HOME è sostenuto dalla Fondazione Nuovi Mecenati e si avvale di una larga rete di collaboratori cittadini, ognuno dei quali contribuisce in modo essenziale al mosaico di relazioni che compongono le dieci giornate: centri culturali, cooperative impegnate nell’accoglienza, organizzazioni attive nella mediazione culturale, studenti delle scuole superiori, associazioni di comunità immigrate, collettivi di attivisti, teatri bolognesi e importanti istituzioni cittadine tra cui Cineteca di Bologna, MAMbo, Fondazione per l’Innovazione Urbana, Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia e DAMSLab - Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.

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L’immagine scelta per Atlas of Transitions Biennale | HOME è della fotografa americana ©Nydia Blas, tratta dalla serie “The Girls Who Spun Gold” che comprende ritratti di ragazze adolescenti afroamericane incontrate al Girls Empowerment Group. Nydia Blas esplora i modi in cui queste giovani donne si scoprono razzializzate e sessualizzate dallo sguardo altrui, e crea per loro uno spazio fisico e allegorico inteso come una forma di resilienza magica.

Atlas of Transitions of Biennale è promosso da Emilia Romagna Teatro Fondazione

in partnership con Cantieri Meticci; Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna

con il supporto di Fondazione Nuovi Mecenati - Fondazione Franco-Italiana di sostegno alla creazione contemporanea

in collaborazione con Dipartimento di Sociologia e Diritto dell’Economia dell’Università di Bologna; DamsLab; Fondazione per l’Innovazione Urbana; Cineteca di Bologna; MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna; Ateliersi; Teatri di Vita; Cheap Street Poster Art Festival, Next Genaration Italy; Casa delle Donne per non subire violenza; Centro Interculturale Zonarelli; ZimmerFrei; ASP Città di Bologna; Arci Bologna, Coop. Soc. Arca di Noè; Centro delle Donne | Biblioteca Italiana delle Donna; Associazione Ya Basta! Bologna; Làbas; TPO; C.I.D.A.S. Cooperativa Sociale; Alliance Française; Centro Studi “G. Donati”; Associazione Ubu per Franco Quadri; Amiss. Associazione di mediatrici interculturali; Art+Feminism; Arte Útil; Coop Alleanza 3.0; Istituti di Istruzione Superiore Aldini Valeriani; Associazione Wuxu; Associazione Vicini D’Istanti; Associazione A.C.A.B.A.S.; Associazione Culturale Italia-Ucraina; ALMI Associazione Italiana dei Lavoratori Marocchini; Hudud, Associazione Donne di Sabbia; APU.BO Associazione dei Peruviani uniti in Bologna; Compagnia Teatrale Ma2ta; Associazione Culturale Iraniana a Bologna; Associazione Musicale Lulian.

I luoghi del festival

Ateliersi | via San Vitale 69

Cinema Lumière / Cineteca di Bologna | piazzetta Pier Paolo Pasolini 2b

DAMSLab | piazzetta Pasolini 5/b

MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna | via Don Giovanni Minzoni 14

MET | via Massimo Gorki 6

Sala VIII Centenario | via Zamboni 33

Teatri di Vita | via Emilia Ponente 485
Teatro San Martino | piazza San Martino

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