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IL TEATRO E' L'UNICO SPETTACOLO DAVVERO IN 3D.
DA OLTRE 2000 ANNI.

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Mercoledì, Aprile 24, 2019

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LA SOFFITTA 2019

GUARDA L'INTERVISTA


b_300_0_16777215_00_images_stories_la-soffitta.jpgDipartimento delle Arti Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

via Barberia 4, Bologna - tel. 051 2092000/400 - www.dar.unibo.it

Organizzazione e comunicazione

Articolture - www.articolture.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

facebook.com/lasoffitta.unibo


SOCIALIZZARE LA CULTURA

A partire dalla Stagione del 2019, le tradizionali Sezioni del Centro Teatrale La Soffitta – cinema, danza, musica, teatro – vengono integrate da due nuove articolazioni: la Sezione Arti Visive e la Sezione Storia e Società. È un mutamento significativo, che evidenzia la particolarità del nostro Centro. La Soffitta è, infatti, un’istituzione universitaria organicamente connessa al Dipartimento delle Arti, del quale riflette e rielabora contenuti e trasformazioni. Il Dipartimento delle Arti nasce nel 2012 dalla fusione fra il Dipartimento di Arti Visive e il Dipartimento di Musica e Spettacolo, che già presentava La Soffitta fra i suoi organi interni; nel 2018 il nuovo Dipartimento include una Sezione dedicata agli studi storico-sociali e, nel 2019, tutte le articolazioni della complessa realtà dipartimentale vengono infine rappresentate dal nuovo assetto del Centro.

Questo ampliamento, però, non è solo l’effetto di mutamenti istituzionali, ma dimostra che il “sistema” Soffitta presenta capacità di assimilazione, adattamento e rilancio. Essere un teatro universitario in rapporto diretto con le attività della ricerca e le richieste del mondo studentesco, non è mai stato, per il nostro Centro, motivo di scelte avulse dalla città. Anzi, si è piuttosto verificato un fenomeno di senso contrario. L’esigenza di socializzare i processi culturali, ricavandone momenti formativi e progettualità integrate, ha infatti suscitato soluzioni che hanno anticipato, fin dagli anni Novanta, le tendenze delle programmazioni teatrali, dove sono ormai diffuse le combinazioni di eventi, laboratori, incontri e momenti di riflessione allargata.

Si è parlato, a proposito delle attività del Centro, di ricerca applicata. Pratica che non individua modelli schematici, ma prolunga la ricerca intorno alle arti attivando progettualità che ne rilancino le acquisizioni attraverso eventi, confronti, incontri, momenti di divulgazione, formazione ed esperienza diretta. Il campo operativo consolidato da questi percorsi è il contesto nel quale si sono ora inseriti i programmi delle nuove Sezioni, comportando mutamenti di equilibrio e prospettiva. A oltre trent’anni di distanza dalla sua fondazione, nel 1988, La Soffitta corregge ancora una volta il proprio profilo, integrando alle pratiche della ricerca applicata la socializzazione dei processi culturali. L’intento non è solo condividere la conoscenza dei percorsi artistici, ma, come qui si osserva nella presentazione dei Mercoledì di S. Cristina, «mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono praticati la ricerca e l’insegnamento». Nella direzione d’una socializzazione complessiva delle pratiche artistiche e dei processi culturali, si muovono diversi fermenti. In primo luogo, ci sono le iniziative in collaborazione con diverse realtà: dal MAMbo alla Cineteca, dal Teatro Comunale a Emilia Romagna Teatro Fondazione, dal Festival Vie al «Saggiatore Musicale». Inoltre, i dialoghi interdisciplinari hanno suscitato diversi progetti: la presentazione del volume di Clementina Casula Diventare musicista. Indagine sociologica dei Conservatori di musica in Italia (2018) e tre convegni che oscillano fra discipline artistiche e studio sui media (Video e televisione fra analogico e digitale), sociologia e te- atro (Audience development), esperienza estetica e alterazione estatica (Il corpo in performance). Vorrei infine citare due iniziative che indicano diversi modi per approfondire la socializzazione dei processi culturali: I classici in classe. Rassegna di musica d’arte delle scuole in università e Quadri in cerca d’autore, originale format durante il quale quattro squadre di studenti si affronteranno nel difficile gioco dell’attribuzione di un dipinto. Una menzione a parte va fatta per il progetto speciale Intorno alla giornata della memoria che comprende lo spettacolo La notte del Teatro delle Ariette e film proposti dal Museo Ebraico di Bologna e dalla Cineteca. Probabilmente, è puntando sulle connessioni fra ricerca e contesto civile che la socializzazione dei processi culturali potrà farsi veicolo di cittadinanza attiva.

Anche quest’anno si prevede la realizzazione di due brochure: l’una riguarda le attività gennaio/giugno, l’altra le attività ottobre/dicembre. Le iniziative sono infatti molte, e di questo va soprattutto ringraziato chi ne rende possibili ideazione e attuazione, dal Magnifico Rettore Francesco Ubertini ai componenti degli Organi Accademici che non ci hanno fatto mancare sostegno e attenzione, agli Assessori alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna, Massimo Mezzetti e Matteo Lepore, che rendono possibile promuovere le attività della Soffitta nel quadro allargato delle realtà culturali del territorio.

Considerato dal punto di vista del pubblico partecipante il programma gennaio/giugno 2019 si qualifica per i numerosi laboratori: di giornalismo e critica, di musica corale e strumentale, sulla drammaturgia dell’attore, sul corpo e la voce, sull’uso creativo del repertorio audiovisivo, sulla realizzazione di un archivio di videoritratti, sulle pratiche curatoriali d’ambito artistico. Alcuni di questi laboratori sono moduli formativi indipendenti, altri si integrano a progetti dedicati ad artisti intorno ai quali La Soffitta stabilisce momenti di attenzione che ne evidenziano poetiche e pensiero. Contrassegnati dalla presenza e centralità maieutica degli artisti sono anche il seminario tenuto da Giuseppe Roberto, musicista e pastore messinese, la conferenza di Michelangelo Pistoletto La comunicazione del Terzo Paradiso, i progetti sulla danza italiana, sulla Compagnia della Fortezza, sulla compagnia I Sacchi di Sabbia e sulla drammaturga Lucia Calamaro. Fra gli eventi performativi, oltre i numerosi spettacoli teatrali, ricordiamo il ciclo di cinque concerti predisposto dalla Sezione Musica. Il programma eredita inoltre dalla Sezione Arti Visive la prestigiosa rassegna di appuntamenti culturali I Mercoledì di S. Cristina. Un particolare rilievo hanno i convegni, che, spesso, s’iscrivono in consolidati filoni d’indagine definendo specifiche tradizioni della Soffitta, come l’undicesima edizione del convegno internazionale Media mutations. Media, diplomacy and soft power e il meeting di pedagogia e didattica della musica.

Gerardo Guccini

Responsabile Scientifico

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INTORNO ALLA GIORNATA DELLA MEMORIA

Progetto speciale promosso in collaborazione con Comune di Bologna, Cineteca di Bologna, Museo Ebraico di Bologna, Comunità ebraica di Bologna, Istituto storico Parri

sabato 26 gennaio, ore 21 | DAMSLab/Auditorium

IL VIAGGIO DI PENTCHO

Proiezione del film Il viaggio di Pentcho (Italia/Gran Bretagna, 2018), regia Stefano Cattini (80’) | al termine della proiezione interventi di Stefano Nicola Sinicropi (storico) e Stefano Cattini (regista) | INGRESSO LIBERO

Bratislava, 1940. È un mattino di sole di maggio quando dal porto sul Danubio si muove il Pentcho, un malandato battello a pale con a bordo 500 ebrei. Al timone c’è un ex capitano di sottomarini russo che si è assunto il compito di portare tutti in salvo lontano dalla vecchia Europa. Nessuno sa che per riuscire nell’intento dovranno superare frontiere inaccessibili, sabotaggi, acque minate, tempeste e che questa odissea alla fine si concluderà dopo quattro lunghissimi anni.

Il regista Stefano Cattini, a quasi 80 anni di distanza da questi eventi poco noti, ripercorre lo stesso viaggio del Pentcho, per scoprire una vicenda che ha tanto da raccontare anche oggi. Attraverso interviste e racconti dei protagonisti di questo viaggio incredibile e con immagini tratte dal presente, una storia che al suo interno ne contiene infinite altre.

Il documentario ha vinto il Premio Imperdibili e Lo sguardo dell’altro presso l’ultima Edizione del Festival dei popoli di Firenze.

domenica 27 gennaio, ore 19 | DAMSLab

TEATRO DELLE ARIETTE

LA NOTTE

Evento teatrale di piazza | liberamente ispirato all’omonimo romanzo autobiografico di Elie Wiesel | con il Collettivo La Notte: Flavio Azolini, Emanuele Baroni, Caterina Caravita, Sofia Degli Esposti, Anita Farneti, Giulia Gamberini, Andrea Generali, Alessandro Memoli, Riccardo Memoli, Charlotte Parente, Giuseppe Portale, Giuseppe Patti, Giorgia Vivarelli, Alice Zacchi | e la partecipazione del Laboratorio Permanente di Pratica Teatrale: Irene Bartolini, Stefanie Baumann, Luisa Bompani, Duilio Carli, Valeria Collina, Alessandra Cussini, Maria Pia Dessì, Morena Diamantini, Germana Fratello, Donatella Ianelli, Marilena Monari, Valentina Nanni, Domenico Oliva, Benedetta Paganini, Greta Scaglioni, Pasqualina Siotto, Barbara Vagnozzi, Franco Villani, Roberto | ideazione Paola Berselli, Stefano Pasquini, Collettivo La Notte | regia Stefano Pasquini | organizzazione e produzione Teatro delle Ariette | INGRESSO LIBERO

La Notte è il titolo del romanzo autobiografico, edito nel 1958, nel quale Wiesel, ebreo rumeno, racconta con un linguaggio asciutto e senza retorica la sua deportazione ad Auschwitz, la sua vita nel campo di concentramento quando aveva soltanto 16 anni, la lotta per la sopravvivenza, lo scontro col Dio tanto amato e il legame fortissimo col padre, deportato con lui, ma che non riuscirà a salvarsi.

Siamo pieni di immagini dell’Olocausto, al cinema, alla televisione, nella letteratura, ma questa massa di informazioni non riesce più a diventare pensiero e sentimento collettivo, qualcosa che continua a vivere nella nostra esperienza quotidiana. L’orrore di quel mondo di soli settant’anni fa ci sfiora appena, ma quegli uomini e quelle donne erano uguali a noi.

La Notte è un evento teatrale di piazza che coinvolge come protagonisti diversi soggetti di quella che chiamiamo società civile, soprattutto giovani. Abbiamo scelto la piazza come luogo della comunità. L’evento teatrale non è il racconto di quello che è scritto nel libro, ma la messa in scena delle suggestioni che il libro ha evocato in ognuno di noi. È un evento collettivo e vogliamo condividerlo con tutti quelli che saranno in piazza con noi, non solo come spettatori, ma come cittadini che si fanno domande e insieme cercano delle risposte.

domenica 27 gennaio, ore 20.15 | Cinema Lumière

1938 DIVERSI

ÁRPÁD WEISZ E IL LITTORIALE

Proiezione dei film 1938 Diversi (Italia, 2018), regia di Giorgio Treves (62’); Árpád Weisz e il Littoriale (Italia, 2018), regia di Pier Paolo Paganelli (9’) | INGRESSO CON ACQUISTO DI BIGLIETTO

1938 Diversi tratta la storia e una documentata riflessione sulle leggi razziali in Italia, a partire dallo sciagurato Manifesto sulla razza del 14 luglio 1938. «Risalendo il tempo, ripercorrendo le pagine ignobili della nostra storia [...], il regista disegna il profilo di un paese ‘inedito’ con cui dobbiamo ancora fare i conti. In una stagione buia, dominata dagli appelli al ‘prima gli italiani’, da pulsioni identitarie e xenofobe, riporta al centro del discorso pubblico un’eredità politica pesante, denunciando quel ‘fascismo eterno’ titolo di un celebre intervento di Umberto Eco» (Marzia Gandolfi).

Árpád Weisz, un ebreo ungherese, è stato l’allenatore più giovane ad aver vinto lo scudetto in Italia, uno con l’Inter e due con il Bologna negli anni Trenta. Ma l’Italia fascista e il suo razzismo non gli risparmiano la loro violenza.
Il cortometraggio Árpád Weisz e il Littoriale è tratto da una graphic novel di Matteo Matteucci.

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TEATRO

a cura di Marco De Marinis

dal 9 gennaio al 29 maggio, il mercoledì ore 17-19 | DAMSLab/Sala seminari

BOLOGNA TEATRI

LABORATORIO DI GIORNALISMO E CRITICA

Condotto da Lorenzo Donati e Massimo Marino | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it
In collaborazione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione e Altre Velocità

Una redazione laboratoriale curerà un sito/blog attraverso la scrittura e la pubblicazione di materiali informativi, divulgativi e di analisi; interviste, approfondimenti, recensioni, fotografie, materiali audio e video entreranno a fare parte di un racconto in tempo reale delle attività di spettacolo de La Soffitta e dell’Arena Del Sole, aprendosi anche alle altre stagioni della città. Ai partecipanti è richiesta la visione di spettacoli in orario serale e la redazione di materiali scritti e audiovisivi. Durante gli incontri verranno forniti strumenti del giornalismo cartaceo e online (editing, correzione bozze, logistica, segreteria, impaginazione e gestione dei contenuti web ecc.) e si sperimenteranno le possibilità del cosiddetto Citizen Journalism (racconto via social media, cronaca audio, intervista video ecc.), in cerca di nuove forme capaci di dialogare con le comunità di lettori interessati, con l’obiettivo di crearne di nuovi.

Lorenzo Donati è giornalista e critico teatrale. Conduce laboratori per spettatori fra educazione e critica in diversi contesti, come scuole e teatri. È tra i fondatori del gruppo critico Altre Velocità, sta svolgendo un dottorato di ricerca in arti visive performative e mediali all'Università di Bologna. Nel 2018 ha curato, con Rossella Mazzaglia, il libro Crescere nell'assurdo. Uno sguardo dallo stretto (Accademia University Press).

Massimo Marino è saggista, critico teatrale, docente. Scrive per il “Corriere della Sera - Bologna” e per riviste e pubblicazioni specializzate. Tra le sue pubblicazioni: Lo sguardo che racconta. Un laboratorio di critica teatrale. Ha curato il blog Controscene e coordina la sezione “Scene” della rivista www.doppiozero.com.

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DANZARE KAFKA

LORENZO GLEIJESES INCONTRA L’ODIN TEATRET

A cura di Marco De Marinis

Lorenzo Gleijeses è figlio d’arte. Il padre Geppy è un noto attore e direttore di teatro, che porta ancora avanti, con le opportune innovazioni, la gloriosa tradizione della scena partenopea. Per cercare la sua strada, com’è tipico dei figli d’arte, Lorenzo ha sentito di doversi allontanare da quella tradizione, che pure non ha mai ripudiato, lavorando anzi spesso col padre, e in questo viaggio di formazione ha incontrato numerosi maestri, di cui per lo più aveva scoperto l’esistenza frequentando il DAMS bolognese. Ma quella a cui sicuramente deve di più è in realtà una maestra, Julia Varley, attrice storica dell’Odin Teatret. Finché, tre anni fa, Eugenio Barba, che del leggendario gruppo italo-scandinavo è il fondatore e regista, ha accettato di lavorare direttamente con lui. Così parte il processo creativo che porta all’esito che vedremo nel nostro spazio di piazzetta Pasolini. I motivi di interesse di questo lavoro sono molteplici ma in testa metterei proprio il suo processo creativo, assolutamente atipico per modalità ed esiti. Naturalmente sarà Gleijeses stesso, se vorrà, a svelarne con precisione i momenti, le svolte, le crisi, gli esiti in parte inattesi. Qui basterà ricordare che, oltre al già citato Barba, vi sono stati coinvolti artisti del calibro del coreografo Michele Di Stefano e del regista di Fanny & Alexander Luigi De Angelis, senza dimenticare Chiara Lagani, altra fondatrice di quel gruppo, che ha collaborato in veste di dramaturg. Altra particolarità del processo è consistita nel fatto che periodicamente, a Napoli, il pubblico ha potuto esperirne le tappe, seguendo per alcuni giorni il lavoro live con i collaboratori coinvolti. Un’esperienza appassionante e per più versi illuminante, che si inserisce a pieno titolo nel solco del miglior retaggio di un Novecento teatrale vissuto e artisticamente rielaborato con la sensibilità di un attore del terzo millennio.

Lorenzo Gleijeses debutta in teatro nel 1991 con il padre Geppy e con Regina Bianchi. Dal 2000 al 2004 incontra maestri come L. Kemp, E. Nekrosius, Y. Oida, E. Barba, il Workcenter di Grotowski, A. Omolù, M. Di Stefano. Dal 2001 è allievo di J. Varley (Odin Teatret), insieme creano lo spettacolo Il figlio di Gertrude per il quale riceve il Premio Ubu 2006 (Nuovo Attore), e la candidatura ai Premi E.T.I. (Attore emergente). Ha diretto laboratori per i DAMS di Bologna e Torino, Teatro di Roma, Stabile di Napoli, progetto Punta Corsara, Scuola del Teatro Nazionale di Napoli. Ideatore di Quirino Revolution MAD, festival che ha aperto lo storico teatro romano all’indagine dei nuovi linguaggi nelle arti performative, i suoi spettacoli hanno ricevuto ospitalità in alcuni degli spazi teatrali e dei festival più rappresentativi della scena nazionale.

martedì 29 gennaio 2019, ore 21 | DAMSLab/Teatro

LORENZO GLEIJESES

UNA GIORNATA QUALUNQUE DEL DANZATORE GREGORIO SAMSA

Con Lorenzo Gleijeses | regia e drammaturgia Eugenio Barba, Lorenzo Gleijeses, Julia Varley | suono e luci Mirto Baliani | voci off Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello, Julia Varley | assistente alla regia Manolo Muoio | consulenza drammaturgica Chiara Lagani | spazio scenico Roberto Crea | gli oggetti coreografici di questo spettacolo sono frutto dell’incontro con Michele Di Stefano nell’ambito del progetto 58° Parallelo Nord | prodotto da Fondazione TPE, Nordisk TeaterLaboratorium, Gitiesse Artisti Riuniti | con il sostegno di Centro Coreografico Körper | al termine dello spettacolo incontro con gli artisti | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20

In scena assistiamo alla vicenda di un immaginario danzatore omonimo del protagonista de La Metamorfosi di Franz Kafka: Gregorio Samsa. Lo osserviamo svolgere la sua routine quotidiana mentre interagisce con una tecnologia pervasiva. Lo scopriamo dibattersi nella sua creatività, i cui risultati memorizza in vista di un imminente debutto.

Gregorio è convinto che attraverso la ripetizione sia possibile arrivare a un alto livello di qualità interpretativa. Il suo perfezionismo lo catapulta in un limbo in cui si erodono i confini tra reale e immaginario, lavoro e spazio intimo, teatro e vita quotidiana. Si scontrano, allora, le esigenze del mondo esterno e le sue profonde necessità personali.

I movimenti che Gregorio prova senza posa sono frutto di un impegno professionale e di un lavoro di concezione minuziosi al punto da far loro acquisire una ponderatezza e un equilibrio che le azioni della sua vita reale non possiedono. Gregorio si lascia inglobare in una macro-coreografia che riproduce permanentemente, come un ragno che non può evitare di tessere la propria tela. La sua ricerca artistica, che mira alla libertà, doppia la sua stessa vita, acquisisce una ricchezza labirintica che sarà squarciata dalla volontà di inseguire sé stesso (Lorenzo Gleijeses).

da mercoledì 30 gennaio a venerdì 1 febbraio, ore 11-16 | esito finale venerdì 1 febbraio, ore 16 | DAMSLab/Teatro

LA DRAMMATURGIA DELL’ATTORE

Workshop di composizione scenica condotto da Lorenzo Gleijeses | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it

Il laboratorio concepito principalmente per attori, danzatori, performer e studenti che desiderano approfondire le implicazioni concrete delle arti performative in genere, sarà incentrato sull’esplorazione di alcune di quelle tecniche e di quelle pratiche funzionali alla creazione dei propri “materiali attoriali”. Ovvero tutti quei mezzi che permettono all’attore di realizzare una composizione autonoma, frutto di una creazione indipendente e personale. Questo “materiale grezzo” potrà costituire in seguito il punto di partenza dell’eventuale lavoro con il regista per una futura opera, o di una più articolata creazione originale dello stesso attore/autore.

lunedì 18 febbraio, ore 16 | DAMSLab/Teatro

I CINQUE CONTINENTI DEL TEATRO

FATTI E LEGGENDE DELLA CULTURA MATERIALE DELL’ATTORE

Presentazione del libro di Eugenio Barba e Nicola Savarese | intervengono gli autori

«Da dove vengo? Chi sono? Dove vado? Per rispondere a queste domande dobbiamo rivedere da un’altra prospettiva le innumerevoli forme, esperienze, reperti e misteri che la storia della nostra professione ci tramanda. È l’unico modo di costruirci una bussola personale per attraversare i cinque continenti del nostro mestiere: quando, dove, come, per chi e perché si fa teatro» (Eugenio Barba). I due autori de L’arte segreta dell’attore completano la loro ricerca sui presupposti dello spettacolo indagando, in questo libro, le tecniche ausiliarie che, nella loro varietà e materialità, riguardano: le diverse circostanze e i tempi che generano gli spettacoli teatrali; gli aspetti economici e organizzativi; le informazioni da dare al pubblico; gli spazi dello spettacolo e quelli degli spettatori; l’illuminazione, l’acustica, la scenografia, il trucco, il costume e gli accessori; il rapporto che si stabilisce tra attore e spettatore; il modo di viaggiare degli attori e persino degli spettatori. Si tratta della cultura materiale dell’attore organizzata intorno alla doppia spirale di tecniche del corpo-mente e tecniche ausiliarie.

lunedì 18 febbraio, ore 20 | Teatro Ridotto

L’ARTE DELL’IMPOSSIBILE

Un film di Elsa Kvamme | INGRESSO LIBERO

The Art of the Impossible - Il lungo viaggio di Eugenio Barba e dell’Odin Teatret è il titolo di un nuovo documentario della regista norvegese Elsa Kvamme.
Il film ritrae la straordinaria storia dell’Odin Teatret ed Eugenio Barba dai loro inizi in un bunker umido a Oslo fino alle numerose attività di oggi a Holstebro, in Danimarca.

Il più grande merito di Barba è forse la capacità di trasformare ciò che gli altri considerano un handicap in una forza, come le esperienze vissute da emigrante in Norvegia nei primi anni Cinquanta senza essere in grado di parlare la lingua locale. Eugenio Barba ha sviluppato diverse idee rivoluzionarie, ad esempio che il teatro può essere usato come un baratto culturale e che c’è qualcosa di universale nelle secolari tradizioni teatrali asiatiche, da cui anche noi occidentali possiamo imparare. Il film di Elsa Kvamme ci porta in un viaggio, che mostra come i cambiamenti nel teatro riflettano i cambiamenti nelle condizioni sociali, nelle convenzioni e nelle relazioni tra le persone. E come il teatro sia stato in grado di forzare i confini e sfidare diversi tipi di censura.

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TEATRO VALDOCAIL SEME DELLA TEMPESTA

a cura di Marco De Marinis

Per il secondo anno consecutivo, Cesare Ronconi torna a Bologna per raccogliere attorno a sé una piccola comunità di attori, danzatori e guide artistiche e attivare le dinamiche pedagogiche e spettacolari del Teatro Valdoca. Tre i laboratori in programma, da cui saranno selezionati i giovani performer che parteciperanno al grande Coro di Il Seme della Tempesta. Trilogia dei Giuramenti, progetto speciale per l’Arena Del Sole (in scena il 16, 17 e 18 maggio 2019). La trilogia è diretta da Cesare Ronconi, scritta da Mariangela Gualtieri – che ne interpreta anche la seconda parte - ed è agita da dodici giovani attori/danzatori, cresciuti in un lungo tempo appartato, di vita comune, studio, training e prove.

Al centro di questa chiamata, rivolta anche a chi fosse alla prima esperienza artistica, sta la volontà di coinvolgere gli studenti dentro un movimento di forze, in un sistema che abbia le caratteristiche di una comunità temporanea e solidale, di lingua non narrativa ma verticale e condensata come la poesia. Tutto ciò per offrire loro un’esperienza di teatro a tutto tondo, intensa anche se di durata circoscritta, nella quale siano sperimentabili quelli che Cesare Ronconi e Mariangela Gualtieri ritengono elementi chiave di questa arte: il farsi dal vivo della scrittura scenica, il movimento di forze alla base del fare teatrale e l’esperienza comunitaria non competitiva.

La Trilogia prosegue il progetto pilota Giuramenti, che per contenuto pedagogico, artistico, teatrale e di studio condensa la più che trentennale esperienza di Teatro Valdoca. La messa a disposizione del magistero artistico e pedagogico di Ronconi e Gualtieri risponde alla disponibilità e attenzione piena dei giovani artisti e performer coinvolti, verso l’interrogazione sul loro destino artistico e professionale, e l’incontro con il teatro vivo. A sostenere questa scelta, la tessitura di una rete di collaborazioni individuate con precisione: oltre al nostro Centro, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Cesena.

4-8 febbraio + 11-15 febbraio + 11-15 marzo | DAMSLab/Teatro

IL SEME DELLA TEMPESTA/LABORATORI

Tre laboratori selettivi per gruppi di 18 partecipanti | con la guida di Cesare Ronconi (conduzione del laboratorio, regia e drammaturgia), Mariangela Gualtieri (drammaturgia e introduzione al verso come lingua di scena), Lucia Palladino (danzatrice e coreografa/ movimento), Lorella Barlaam (cura dello studium/affondi testuali) | con esito performativo pubblico | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni e modalità di iscrizione su www. dar.unibo.it

Il corpo, la preparazione e la sapienza del corpo sono fondamentali in questo metodo di lavoro. Così come le possibilità espressive della voce verranno esplorate, in aderenza non tanto alla narrazione quanto piuttosto ad una lingua rituale, trasfigurante e musicale, quale è la lingua poetica. Fondamentale, l’esito finale in presenza di pubblico, come per una nave è fondamentale il varo, cioè l’accensione dei motori a potenza piena e la prova concreta della forza di galleggiamento e di navigazione – elementi sperimentabili solo in mare aperto. Chi abita questo stare in scena, comincia un percorso educativo al teatro e all’arte e può misurare la forza e l’urgenza della propria necessità espressiva e delle proprie capacità. In questo caso è messa al centro l’esplorazione di se stessi e il vaglio di una vocazione, e viene data misura dell’energia fattiva che può generarsi dall’essere dentro un corale movimento di forze. Si fa esperienza di una libertà e di un’ebbrezza che sono fondamentali attributi di ogni sapere e di ogni arte. I tre laboratori costituiranno un momento di selezione per il Grande Coro di Il Seme della Tempesta. Trilogia dei Giuramenti, in scena all’Arena Del Sole. L’impegno richiesto ai selezionati dai tre corsi andrà dal 6 al 15 maggio – laboratorio e prove – con partecipazione alle repliche della Trilogia il 16, 17 e 18 maggio 2019.

Teatro Valdoca nasce nel 1983 a Cesena, dal sodalizio fra il regista Cesare Ronconi e la poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri. Cresciuta con l’attenzione rivolta agli artisti più innovativi di quegli anni, la Valdoca con i due spettacoli Lo spazio della quiete (1983) e Le radici dell’amore (1984) è presente fin da principio sulla scena europea con una cifra stilistica e poetica molto netta. Dai primi anni Novanta la Compagnia si dedica anche al lavoro pedagogico dando vita ad una Scuola di Poesia che coinvolge i maggiori poeti italiani, si apre poi all’incontro con numerosi giovani allievi attori, attraverso una vera e propria Scuola Nomade, esperienza che prosegue attraverso tre Corsi Europei di Alta Formazione – nel 2002, 2005 e 2011 – e una serie ininterrotta di laboratori selettivi e produttivi in tutta Italia.

Fra le ultime opere della Valdoca vanno ricordate: la trilogia Paesaggio con fratello rotto (2005), Caino (2011), Voci di tenebra azzurra (2014), Porpora. Rito sonoro per cielo e terra (2016), Giuramenti (2017), Il seme della tempesta. Trilogia dei Giuramenti (progetto speciale per il Napoli Teatro Festival Italia, 2018).

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LA SOFFITTA PER LA FORTEZZA

a cura di Cristina Valenti
nell’ambito del progetto
#TRENTANNIDIFORTEZZA/BOLOGNA
a cura di Cinzia de Felice - CarteBlanche/Compagnia della Fortezza

Bologna rappresenta una tappa particolarmente importante delle iniziative realizzate in occasione dei trent’anni della Compagnia della Fortezza di Volterra. Rapporti storici legano infatti la Fortezza all’Università di Bologna e a Emilia Romagna Teatro Fondazione (che il 30 e 31 marzo ospiterà all’Arena Del Sole Beatitudo, ultimo spettacolo della compagnia). Oltre alle molte occasioni di studio, ricerca e scambi didattico-formativi, va ricordato che proprio negli spazi del DAMSLab ha preso l’avvio nel 2012 lo spettacolo Mercuzio non vuole morire, presentato in anteprima nel luglio successivo presso il Giardino per la Memoria di Ustica. E, soprattutto, nel 2014 è stato avviato il progetto di riordino e valorizzazione dell’Archivio della Compagnia della Fortezza con il coordinamento scientifico del Dipartimento delle Arti, presso il quale è attualmente conservato l’archivio digitale dei materiali audiovisivi della Compagnia.

Gli appuntamenti ospitati presso il DAMSLab permettono di avvicinare, anche in maniera partecipata, il lavoro della Compagnia nelle sue molteplici declinazioni artistiche e pedagogiche.

In anteprima nazionale, il lavoro musicale-performativo Il figlio della Tempesta vedrà in scena lo stesso regista Armando Punzo accompagnato dal pianoforte di Andrea Salvadori, in un viaggio lungo trent’anni fra le parole, le immagini e le musiche della Fortezza. Il percorso trentennale delle compagnia è riscostruito da Domenico Iannacone, pluripremiato ideatore e regista del programma I Dieci Comandamenti, che dialogherà con il pubblico prima della presentazione del suo docufilm Anime salve, dedicato alla dimensione umana e professionale del lavoro di Punzo in carcere. Completano il progetto due momenti di tipo pedagogico. Il laboratorio intensivo di carattere pratico condotto da Armando Punzo, che guiderà gli studenti partecipanti attraverso il processo creativo della compagnia, fino ad inserirli concretamente nella messa in scena dello spettacolo Beatitudo. E la conferenza dottorale che lo stesso regi- sta dedicherà ai percorsi drammaturgici della compagnia da Shakespeare a Borges.

Armando Punzo fonda la Compagnia della Fortezza nel 1988 come progetto di laboratorio teatrale nella Casa di reclusione di Volterra. Nel 1989 realizza il primo spettacolo con attori detenuti. In trent’anni di attività, la Compagnia ha prodotto trentasei spettacoli ottenendo i riconoscimenti più prestigiosi in ambito teatrale, fra i quali sei premi Ubu. L’ultimo, nel 2014, come migliore allestimento scenico per lo spettacolo Santo Genet Commediante e Martire. In quella che ha definito “autoreclusione” nella Fortezza di Volterra, Punzo ha lavorato alla costruzione di una compagnia stabile superando le premesse riabilitative del teatro in carcere a favore dei risultati artistici. Punto centrale del suo progetto, la continuità di un lavoro scevro da pietismi e paternalismi, che punta alla restituzione della “dignità alle persone che stanno pagando”. Da diversi anni insiste sull’obiettivo di trasformare l’istituto di pena in istituto di cultura attraverso la “cancellazione” del carcere. Una “lotta contro la realtà” che non si prefigge di abolire il carcere quanto di abolire il carcere che è nell’uomo, “perché il carcere è invenzione dell’uomo”. Un risultato che è visibile nella trasformazione teatrale degli spazi, dentro e fuori le mura della Fortezza, attraverso l’invenzione di percorsi, immagini, architetture sorprendenti e inattese che dilatano i confini per aprirsi alla scena delle relazioni fra gli individui, in una comunità finalmente reintegrata.

venerdì 22 febbraio, ore 21 | DAMSLab/Teatro

STUDIO FUNAMBOLO - CARTE BLANCHE/COMPAGNIA DELLA FORTEZZA

IL FIGLIO DELLA TEMPESTA

ANTEPRIMA NAZIONALE

Concerto spettacolo per i trent’anni della Compagnia della Fortezza | di e con Andrea Salvadori e Armando Punzo | regia Armando Punzo | con il sostegno di Idealcoop Cooperativa Sociale e Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20

...se si vuole comprendere i segreti dell’Universo bisogna pensare in termini di Energia, Vibrazioni e Frequenze... Nikola Tesla

Il Figlio della Tempesta non è un semplice concerto, ma un progetto musicale-performativo che rielabora l’universo sonoro e iconografico della Compagnia della Fortezza portando in scena l’indissolubile rapporto tra parole e suono prodotto dalla lunga collaborazione fra Armando Punzo e Andrea Salvadori, drammaturgo musicale della compagnia.

Un susseguirsi incalzante di musiche, parole e immagini per un allestimento che vede il regista e il compositore per la prima volta insieme in un viaggio che ripercorre l’intera storia della Compagnia della Fortezza in occasione dei suoi trent’anni di attività.

Andrea Salvadori è compositore, musicista, sound designer e produttore disco- grafico. Concepisce il lavoro in termini di opera d’arte totale, innestando e inscrivendo la sua ricerca sul suono e sulla musica all’interno della drammaturgia di opere complesse, intervenendo nel disegno dello spazio e della testualità, oltre che in quello sonoro, con l’obiettivo di costruire atmosfere, mondi sonori e visivi dal segno fortemente immaginifico. L’inclinazione all’autorialità e la sua propensione alla scrittura per immagini lo hanno condotto quasi “naturalmente” al teatro, in particolar modo all’incontro con Armando Punzo. Ad Andrea Salvadori è stato assegnato il Premio Ubu 2018 per le musiche originali dello spettacolo Beatitudo.

sabato 23 febbraio, ore 21 | DAMSLab/Auditorium

ANIME SALVE

Docufilm di Domenico Iannacone (Rai 3, 100’) | presentazione di Marco Cucco (docente di Cinematografia documentaria) e incontro con Domenico Iannacone e Armando Punzo | INGRESSO LIBERO

Puntata conclusiva della settima stagione de I Dieci Comandamenti, programma di approfondimento giornalistico ideato e condotto da Domenico Iannacone. “Cosa spinge un uomo libero a varcare la soglia di un carcere ogni giorno per anni? Perché si auto-reclude? Cosa cerca lì dentro? Il regista teatrale Armando Punzo ha trovato la sua dimensione umana e professionale proprio in un carcere, quello di Volterra, dove da trent’anni ha fondato e dirige la Compagnia della Fortezza, formata da detenuti-attori. Armando Punzo non si pone il problema della redenzione o del reinserimento sociale di chi sconta una pena, ma in ogni spettacolo che mette in scena consente la riaffermazione del diritto di esistere come individuo al di là di qualsiasi crimine e reato commesso. La dimostrazione – conclude Iannacone – che le anime non si salvano per redimersi agli occhi del mondo, ma per trovare una propria dimensione umana”.

martedì 19 + mercoledì 20 marzo, ore 10.30-13; 14.30-18.30 | DAMSLab/Teatro

VOLEVO SOGNARE UN UOMO, SOGNARLO CON MINUZIOSA INTEREZZA, E IMPORLO ALLA REALTÀ

Workshop intensivo teorico-pratico condotto da Armando Punzo | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it

I partecipanti avranno l’opportunità di essere inseriti concretamente nel processo creativo di un lavoro della Compagnia della Fortezza, fino alla messa in scena finale dello spettacolo Beatitudo (Arena Del Sole, 30 e 31 marzo).. Durante le varie fasi, potranno confrontarsi direttamente con percorsi di scrittura registica, drammaturgica, coreografica e attoriale, sotto la guida di Armando Punzo e dei suoi attori e collaboratori storici.

giovedì 21 marzo, ore 17.30 | Salone Marescotti

BEATITUDO. DA SHAKESPEARE A BORGES: PERCORSI DI DRAMMATURGIA PER LA COMPAGNIA DELLA FORTEZZA

Conferenza dottorale di Armando Punzo | nell’ambito della programmazione dell’attività didattica e di formazione del Dottorato in Arti visive, performative, mediali | INGRESSO LIBERO

«Per affrontare la questione delle scelte drammaturgiche della Compagnia della Fortezza devo necessariamente fare un passo indietro [...] a quando questa esperienza è cominciata. [...]Guardando la Fortezza dalla finestra, ho pensato che lì dentro c’erano persone che non possedevano una formazione teatrale, che non avevano avuto la possibilità di accedere alla cultura [...] che non avevano mai letto i grandi teorici novecenteschi e non erano mai andate a teatro. Allora ho deciso di entrare lì dentro, proprio per far ripartire il teatro e rintracciarne una nuova necessità.

[...] Cerchiamo allora di mettere insieme questi due opposti: da una parte stanno loro, dall’altra ci sono delle parole. Gilles Deleuze parla di letteratura come di una forza che crea buchi nella realtà. Condivido in pieno quest’affermazione. Ho cominciato a usare i libri come armi che sparano, che creano buchi dentro di loro. Libri che costruiscono un altro linguaggio. Deleuze fa riferimento alla capacità di Artaud di creare un linguaggio che si stacca da quello ordinario, una letteratura capace di riscrivere, e che così facendo crea buchi nel linguaggio comune. Il che è il contrario dell’intrattenimento. Io utilizzo i libri, le parole, per demolire, per distruggere, non per aggiungere».

Da: Armando Punzo, La drammaturgia come reagente (2010)

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ELLIS ISLAND, IL VIAGGIO DELLA VITA

a cura di Marco De Marinis

martedì 26 febbraio, ore 21 | DAMSLab/Teatro

MAURIZIO IGOR META

ELLIS ISLAND

Di e con Maurizio Igor Meta | in “creation residency” presso La MaMa Experimental Theatre New York | scena, costumi, luci, suono, video Maurizio Igor Meta | collaborazione scena e costumi Alessandra Bonanni | collaborazione suono e musiche originali Danilo Valsecchi | coproduzione La MaMa Umbria International, URA_Centro Teatrale Umbro | con il sostegno di Kilowatt Festival, Qui e Ora Residenza Teatrale in collaborazione con La Corte Ospitale | al termine dello spettacolo incontro con l’artista | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20

Ellis Island è il Viaggio della Vita.
Il 19 novembre 2015 sono partito in nave cargo dal porto di Napoli per ripercorrere i passi del mio bisnonno che, nel novembre del 1890, decise di partire per gli Stati Uniti, dove lavorò, pala e piccone, per la Pennsylvania Railroad. Sono voluto partire a novembre sia per l’alto valore simbolico sia per avvicinarmi quanto più possibile alle sue condizioni. In nave ho frequentato i luoghi che gli emigranti vivevano quotidianamente, come il ponte di coperta, l’allora lower deck. Durante il viaggio non ho utilizzato né internet né il telefono, nemmeno al mio arrivo a Port Elizabeth, avvenuto, come credo per il mio bisnonno, dopo ventuno giorni di navigazione, e ho scritto una lettera a casa per avvisare del mio arrivo. A New York, per tre mesi ho abitato le medesime strade dove il mio antenato visse, attraversando gli stessi luoghi, tra cui Ellis Island, la Battery e il Lower East Side, fino a camminare lungo le rotaie, alcune abbandonate, delle ferrovie alla cui costruzione ha probabilmente lavorato. Partendo dalle sensazioni avute nel ripercorrere il suo cammino, e combinandole con le ricerche storiche sulla vita degli immigrati italiani, ho costruito una drammaturgia che evoca il momento della partenza, il viaggio in nave, l’arrivo ad Ellis Island, la fatica sulle rotaie, fino al ritorno alle origini, in un viaggio epico e poetico che usa, in particolare, gli antichi e “semplici” strumenti della voce e del corpo, coniugando la dinamica del movimento con la musicalità della parola.
C’è un motivo molto profondo che mi lega a questo progetto. Non è solo un progetto. E non è qualcosa che ha a che fare solo con la memoria. Non solo ha a che fare con me stesso, con la mia vita, la mia identità, e col profondo legame con la mia terra e le mie origini, ma è qualcosa che riguarda più specificamente ogni essere umano: è un tributo all’Origine. Ha a che fare con la natura dell’uomo, il suo presente, quella innata capacità di sfidare l’ignoto, di fare quel “salto nel buio” che più propriamente è un “salto nella vita”, che ci viene dalla nascita, dall’Origine appunto. Ecco, si tratta “solo” di accettare di brancolare nella vita, e di viverla.

Maurizio Igor Meta è autore, attore, performer e film-maker. Ha studiato con numerosi maestri del teatro italiano e internazionale, approfondendo, in particolare, il lavoro sul corpo e sul movimento. Nel 2006 è autore e interprete del suo primo monologo Il Rivoluzionario, per il quale nel 2013 riceve il Premio “Antonio Landieri”. Dal 2014 lavora ad Ellis Island progetto multidisciplinare che comprende un viaggio, un solo teatrale, un libro, un documentario e una mostra. Nel 2017 debutta con il solo teatrale nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia, e nel 2018 inaugura l’installazione The first ship nell’ambito della mostra On my great grandfather steps - Toward Ellis Island presso il Madre - Museo di Arte contem- poranea Donna Regina di Napoli.

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QUI SI PARLA DEI CLASSICI...

IL TEATRO GIOCATO DEI SACCHI DI SABBIA

a cura di Gerardo Guccini

In collaborazione con Teatro Comunale Laura Betti - Casalecchio di Reno

Nel caso dei Sacchi di Sabbia la naturale tendenza al gioco e al divertimento genera, di spettacolo in spettacolo, originali strutture combinatorie governate da regole rigorose. Partendo da testi, miti o partiture la formazione pisana e il suo regista, Giovanni Guerrieri, inventano giochi che mettono in scena il loro rapporto con queste fonti. Come accade giocando, i loro spettacoli divertono e, al contempo, trasmettono un messaggio fondamentale: le opere del passato non lasciano indenni, ma diventano vita, patrimonio comune, conoscenza condivisa, compagne di lavoro con cui mettere alla prova le proprie capacità inventive e di trasformazione. Questo progetto, condotto in collaborazione col Teatro Laura Betti di Casalecchio di Reno, sfila dal repertorio dei Sacchi di Sabbia due spettacoli dedicati ad altrettanti classici della cultura occidentale: i Dialoghi di Luciano di Samosata e il Don Giovanni mozartiano. La struttura di gioco che filtra i dialoghi lucianeschi prevede che gli Dei atterrino in una classe di ginnasio, diventando oggetto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante tormenta due suoi allievi.

Don Giovanni (Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni) è un capriccio per “boccacce e rumorini” che propone, attraverso una partitura rigorosissima di “gesti musicali”, la struttura essenziale della celebre opera mozartiana. In questo caso, le regole del gioco includono alla partitura il segno ludico del performer vocale: così Donna Elvira ringhia animalescamente la sua aria e l’immagine del Commendatore si contorce dietro una lastra di vetro.

I Sacchi di Sabbia nascono a Pisa nel 1995. Negli anni la compagnia si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la particolarità di una ricerca improntata alla reinvenzione di una scena popolare contemporanea, tra cui: Premio ETI “Il debutto di Amleto” (2000 e 2001), Premio Speciale Ubu (2008), Premio della Critica (2011), Premio “Lo Straniero” (20016).

In perenne oscillazione tra tradizione e ricerca, tra comico e tragico, il lavoro dei Sacchi di Sabbia ha finito per concretizzarsi in un linguaggio in bilico tra le arti (arti visive, danza, musica), nella ricerca di luoghi performativi inconsueti, e sempre con uno sguardo vivo e attento al territorio in cui l’evento spettacolare è posto. Tante le produzioni di pregio che hanno saputo meritare alti riconoscimenti.

venerdì 22 marzo, ore 11 e ore 21 | Teatro Comunale Laura Betti

I SACCHI DI SABBIA

DIALOGHI DEGLI DEI

Di I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica | con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Enzo Iliano, Giulia Solano | produzione Compagnia Lombardi - Tiezzi | INGRESSO CON ACQUISTO DI BIGLIETTO

Lo scrittore greco Luciano di Samosata deve la sua fortuna ai cosiddetti Dialoghi degli dei, un divertissement letterario in cui, attingendo dal patrimonio del mito, offre una rappresentazione originale e ironica della cosmogonia classica, collocando scontri familiari, malefatte e pettegolezzi al centro dei rapporti fra le grandi divinità greche.

La compagnia pisana I Sacchi di Sabbia e Massimiliano Civica adattano i dialoghi in una moderna aula scolastica: mentre Zeus ed Era si scambiano pettegolezzi sulla vita degli abitanti dell’Olimpo, una maestra interroga sulla materia due alunni, con risultati diametralmente opposti.

Sotto il leggero velo della comicità e dell’intrattenimento, I Sacchi di Sabbia e Massimo Civica portano all’occhio e alla mente dello spettatore temi importanti e esplicitamente riferiti all’attualità. Le critiche si percepiscono ma non si trasformano mai in morali e, in linea con l’originaria opera di Luciano, si sviluppano come ironici dialoghetti, discorsi per far passare il tempo.

sabato 23 marzo, ore 11 e ore 21 | DAMSLab/Teatro

I SACCHI DI SABBIA

DON GIOVANNI

(EIN MUSIKALISCHER SPASS ZU DON GIOVANNI)

Un progetto di Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo | con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli, Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano | produzione I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi, in collaborazione con Teatro Sant’Andrea di Pisa, Teatro del Giglio di Lucca, La Città del Teatro, Armunia Festival Costa degli Etruschi | con il sostegno della Regione Toscana | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 10 E DALLE ORE 20

Don Giovanni (Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni) propone, attraverso una partitura rigorosissima di gesti musicali, la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate “rumoristicamente” dagli attori della Compagnia I Sacchi di Sabbia. Lo spettacolo è in definitiva un’esecuzione a cappella di una riduzione strumentale del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la loro partitura “recitando” la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita con la direzione di Herbert von Karajan nel 1986. Dalla recitazione “del suono”, dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva a una pionieristica versione “sgrammaticata” e “senza rappresentazione” dell’opera di Mozart. Frutto di un approccio spiazzante, questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca teatrale che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio Ubu. Un omaggio a Mozart: uno sberleffo e al tempo stesso un atto d’amore per un’opera magnifica.

Entrambe le repliche verranno introdotte, allo scopo di far meglio apprezzare la dinamica di gioco dei Sacchi di Sabbia, da brevi note informative di Gerardo Guccini e Nicola Badolato sul Don Giovanni mozartiano.

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LE PATAFISICHE

a cura di Cristina Valenti

in collaborazione con Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna

“Le Patafisiche”, ovvero l’opera di Alfred Jarry e le correnti artistiche, filosofiche, metafisiche da essa derivate, sono state al centro del progetto triennale 2016/2018 del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.
Confrontandosi non solo con Ubu Roi ma anche con il vasto panorama di rimandi storici, artistici e letterari, oltre che teatrali, dell’opera di Jarry, sei registi hanno lavorato in sette carceri dell’Emilia Romagna e nelle aree penali minorili producendo un percorso di studi e prove aperte che si è sviluppato

a partire dal 2016 per approdare agli esiti presentati nel 2017 e 2018. Risultati scenici che, attingendo alle soluzioni immaginarie fornite dalla patascienza, hanno dimostrato di saperne riattivare il potenziale corrosivo liberando rispecchiamenti inaspettati con la condizione reclusa.

venerdì 12 aprile, ore 17 | DAMSLab/Teatro

UBU IN CARCERE

Presentazione del del numero 5/6 della rivista “Quaderni di Teatro Carcere”
A cura di Lorenzo Donati/Altre Velocità | partecipazione di Cristina Valenti (Direttore della rivista), Paolo Billi e Filippo Milani (Teatro del Pratello), Stefano Tè (Teatro dei Venti) | con la proiezione della versione breve del documentario di Stefano Orro, Ubu e Le Patafisiche | INGRESSO LIBERO

a seguire:

TEATRO DEL PRATELLO

EVASIONI PATAFISICHE

Regia di Paolo Billi | con Santo Crescente e Maddalena Pasini, attori del Teatro del Pratello | INGRESSO LIBERO

Reading dai testi delle produzioni del Teatro del Pratello realizzate presso la Sezione femminile della Casa Circondariale di Bologna e presso i Servizi di Giustizia Minorile durante il biennio di lavoro su LE PATAFISICHE, progetto del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna.

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FOCUS CALAMAROUN TEATRO DI VOCI E PERSONE

a cura di Gerardo Guccini

In collaborazione con ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione

La drammaturga, regista e attrice Lucia Calamaro è una apparizione lungamente attesa. La sua opera dipana, infatti, presenze e vite che coniugano aspetti restati a lungo disgiunti e come sospettosi l’uno dell’altro: il teatro e lo sguardo tragico sulla vita. Nel teatro di Lucia Calamaro, il mandato espressivo del dramma – che parla di esistenze, linguaggi, destini – è stato raccolto dalle voci dei personaggi. Le voci parlano a chi le scrive e, venendo riportate sulla carta, si dispongono ad essere di nuovo, attraverso l’attore, espressioni di persone presenti. Le voci di Lucia Calamaro manifestano individui vissuti, ricordati, perduti, immaginati. Individui che, per esistere, non hanno bisogno a priori di una storia, di una sceneggiatura, di un ambiente e di un tempo diegetico, perché tutto procede da loro a cominciare dalla dimensione temporale, che non si accorda a modelli prefissati e rigidi ma alle particolari nature dei parlanti.

La morte e il lutto ricorrono nelle drammaturgie di Lucia Calamaro, tuttavia l’ironia, ancor più del lamento oppure dell’autoanalisi, caratterizza le sue voci bizzose e refrattarie a seppellirsi in un sentimento, in una riflessione, in un’espressività a senso unico. Sono, queste sue voci, continuamente consapevoli del fatto che la vita transitoria d’ogni momento è un rigoglioso e beffardo antidoto alla tragicità dei destini, che pure la inglobano (senza però domarla). Il progetto che ERT e il Centro La Soffitta dedicano a Lucia Calamaro affianca alla rappresentazione di Si nota all’imbrunire due momenti rispettivamente dedicati all’approfondimento di questo teatro rappresentativo come pochi altri dell’odierna vitalità del tragico, e alla simbiosi fra scrittura, drammaturgia e vissuto, che lo anima dall’interno. Si tratta della presentazione delle più recenti pubblicazioni dedicate all’opera di Lucia Calamaro e della conversazione-lettura La vita in prosa condotta dalla stessa drammaturga.

Lucia Calamaro è drammaturga, regista e attrice. Nata a Roma, dopo un periodo di formazione in Sud America e Parigi, nel 2003 fonda l’associazione Malebolge, attraverso cui dà corpo alla propria scrittura scenica, allestendo tra il 2003 e il 2008 Medea, tracce, Woyzeck, Guerra, Cattivi maestri, Tumore, uno spettacolo de- solato, Magick, autobiografia della vergogna. Nel 2011 inizia il particolare percorso di scrittura e composizione scenica che la porta a realizzare L’origine del mondo, ritratto di un interno con cui vince il Premio Ubu per un nuovo testo italiano e la ri- cerca drammaturgica. Nel 2014 debutta a Roma Diario del tempo, l’epopea quo- tidiana. A quest’opera seguono La vita ferma: sguardi sul dolore del ricordo (2016) e Si nota all’imbrunire (2018). Al suo lavoro sono dedicati - del tutto o in parte - al- cuni volumi tra cui Senza Corpo, Voci della nuova scena italiana, a cura di Debora Pietrobono (Minimum Fax, 2009); Il ritorno della madre. Il teatro di Lucia Calamaro, a cura di Renato Palazzi (Editoria&Spettacolo, 2012). Per Einaudi ha pubblicato La vita ferma. L’origine del mondo (2018).

martedì 16 aprile, ore 16 | DAMSLab/Teatro

INCONTRO CON LUCIA CALAMARO

Con la presentazione della raccolta La vita ferma. L’origine del mondo (Einaudi, 2018) e degli Atti del Convegno Il teatro di Lucia Calamaro: un infinito interiore (Università di Montpellier, 22 novembre 2017), in “Prove di Drammaturgia” (nn. 1-2/2018) | saranno presenti Claudio Longhi (Direttore di ERT) e i curatori del convegno | conduce l’incontro Gerardo Guccini | INGRESSO LIBERO

martedì 16 aprile, ore 19 | DAMSLab/Teatro

LA VITA IN PROSA

Conversazione/lettura di Lucia Calamaro | brani da Diario del tempo e Autobiografia della vergogna. Magik montati e rivisti dall’autrice | INGRESSO LIBERO

Spesso i personaggi di Lucia Calamaro hanno i nomi degli attori che li fanno esistere in scena: Silvio (Orlando), Daria (De Florian), Alice (Redini), Riccardo (Goretti)... Qui, le voci scritte dei personaggi ritornano nella voce di Lucia Calamaro individuando nella drammaturga il protagonista dilatato dell’opera drammatica.

da mercoledì 17 a venerdì 19 aprile, ore 21 | Arena Del Sole/Sala Leo de Berardinis

LUCIA CALAMARO

SI NOTA ALL’IMBRUNIRE

SOLITUDINE DA PAESE SPOPOLATO

Di Lucia Calamaro | regia Lucia Calamaro | con Silvio Orlando e con Riccardo Goretti, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini | scene Roberto Crea | costumi Ornella e Marina Campanale | luci Umile Vainieri | produzione Cardellino | in collaborazione con Napoli Teatro Festival | in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria | INGRESSO CON ACQUISTO DI BIGLIETTO

Nell’Atto I, i figli Alice, Riccardo e Maria e il fratello maggiore Roberto arrivano nella casa di campagna dove Silvio, ormai da tre anni, vive ai margini d’un villaggio spopolato. Silvio ha acquisito, nella solitudine, un buon numero di manie, la più grave di tutte: non vuole più camminare. Non si vuole alzare. Vuole stare e vivere seduto il più possibile. E da solo. Si tratta, per i figli che finora non se ne erano preoccupati troppo, di decidere che fare, come occuparsene. Emergono qua e là empatie, distanze e rese dei conti. I familiari di Silvio sono venuti a trovarlo per celebrare due ricorrrenze: il suo compleanno e, poi, la messa dei dieci anni dalla morte della moglie... C’è da commemorare, da dire, da concertare discorsi. Certo è che, complice l’isolamento, nella testa di Silvio si installa una certa confusione tra desideri e realtà: la vita, per lui, può essere come decide che sia. Ma fino a un punto. Nell’Atto II al compleanno succede la commemorazione funebre, durante la quale la storia dell’innamoramento di Silvio per la moglie viene ricostruita attraverso i piedi di lei. Un momento di pura poesia.

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DANZA

LA DANZA IN ITALIA NEL NOVECENTO E

OLTRE: TEORIE, PRATICHE, IDENTITÀ

a cura di Elena Cervellati e Giulia Taddeo

In collaborazione con ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione, VIE Festival, Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo

Il progetto dedicato alla danza nell’ambito della Soffitta 2019 si articola in tre momenti diversi, tutti però ugualmente tesi a tracciare possibili traiettorie all’interno del variegato panorama della danza italiana che è andato delineandosi tra l’inizio del secolo scorso e i nostri giorni. L’apertura accoglie quindi uno dei protagonisti della scena attuale, Marco D’Agostin, che porta la sua ultima creazione, First love (2018), ospitata dalla Soffitta in collaborazione con ERT - Emilia Romagna Teatro Fondazione e con VIE Festival (6 marzo). Il progetto prosegue con la mini-rassegna Italia/danza: il Novecento in video (12 e 19 marzo), due incontri dedicati alla proiezione di video selezionati dall’ampio archivio di Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo (Milano), che pongono un’attenzione trasversale a diverse esperienze della danza italiana della seconda metà del Novecento. Chiude il progetto il convegno internazionale di studi La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità (28-30 marzo), che nell’arco di tre giornate va a toccare i principali snodi della storia della danza italiana del secolo scorso e oggi, attingendo agli eterogenei e arricchenti punti di vista offerti dalle teorie, dalle pratiche artistiche e da quelle organizzative. Oltre agli interventi di parola, affidati a studiosi e critici (28, 29, 30 marzo), sono inoltre in programma tre dimostrazioni pratiche che vedo- no come protagonisti Simona Bertozzi (Nexus), Adriana Borriello (Compagnia Adriana Borriello) e il Gruppo Terza Danza diretto da Franca Zagatti (29 marzo) ed è prevista infine una tavola rotonda con diversi operatori attivi nell’ambito della danza (30 marzo).

mercoledì 6 marzo, ore 19.30 | DAMSLab/Teatro

VAN

FIRST LOVE

Di e con Marco D’Agostin | suono LSKA | consulenza scientifica Stefania Belmondo e Tommaso Custodero | consulenza drammaturgica Chiara Bersani | luci Alessio Guerra | direzione tecnica Paolo Tizianel | promozione Marco Villari | organizzazione Eleonora Cavallo, Damien Modolo | progetto grafico Isabella Ahmadzadeh | produzione VAN 2018 | coproduzione Teatro Stabile di Torino - Teatro Nazionale / Torinodanza festival; Espace Malraux - Scène Nationale de Chambéry et de la Savoie, nell’ambito del progetto “Corpo Links Cluster”, sostenuto dal Programma di Cooperazione PC INTERREG V A, Italia-Francia (ALCOTRA 2014-2020) | in collaborazione con Centro Olimpico del Fondo di Pragelato | progetto realizzato in residenza presso la Lavanderia a Vapore, Centro Regionale per la Danza | con il supporto di ResiDance XL, inTeatro | INGRESSO CON ACQUISTO DI BIGLIETTO (biglietteria VIE Festival - www.viefestival.com)

Se dovessi raccontarti un’immagine di felicità, allora ti direi un’altura, io sopra una roccia, sotto il sole, con un libro in mano (Stefania Belmondo)

First love è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. È la storia di un ragazzino degli anni Novanta, al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo, e la danza, anche, ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più agonista ma ancora agonista, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna. È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro. In una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, First love si fa grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia.

Marco D'Agostin si forma studiando con, tra gli altri, Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Emio Greco. Danzatore per Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Iris Erez, Giorgia Nardin, dal 2010 sviluppa il proprio personale percorso di ricerca coreografica, anche grazie a progetti internazionali come ChoreoRoam Europe e presenta i propri lavori in importanti festival italiani (Romaeuropa, OperaEstate, Santarcangelo, Drodesera, Short Theatre, Contemporanea) e in contesti internazionali (The Place Theatre – Londra). Tra i suoi lavori, viola (2010), Spic & Span (2011), per non svegliare i draghi addormentati (2012), Everything is ok (2015), The Olympic Games (2017), creato in collaborazione con Chiara Bersani e, nel 2018, Avalanche e First love.

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martedì 12 + martedì 19 marzo, ore 17 I DAMSLab/Sala Seminari

ITALIA/DANZA: IL NOVECENTO IN VIDEO

Doppio appuntamento con le opere e i protagonisti della danza italiana della seconda metà del Novecento, in una mini-maratona video composta da interviste, registrazioni di spettacoli e documentari. I due programmi proposti vogliono essere ampi e trasversali, spaziando dal neoclassico alla danza d’autore, dalla modern dance al teatro-danza, in una pluralità che cita le categorie della storiografia e della critica con l’intento di problematizzarle. In questo senso l’iniziativa rappresenta un ideale preludio al Convegno internazionale di studi La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità (28-30 marzo). Il programma è realizzato in collaborazione con Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo (Milano).

martedì 12 marzo, ore 17

BALLETTO (E) CONTEMPORANEO

Introducono Elena Cervellati, Enrico Coffetti, Giulia Taddeo | INGRESSO LIBERO

L’arte del balletto vista attraverso la lente del contemporaneo, in dialogo con le sperimentazioni di Francia e Stati Uniti.

martedì 19 marzo, ore 17

ONDE D’AUTORE

Introducono Elena Cervellati, Enrico Coffetti, Giulia Taddeo | INGRESSO LIBERO

Un affondo sulla coreografia emergente degli anni Ottanta e Novanta, attraverso le creazioni e le poetiche di coloro che sono oggi fra i principali autori della scena italiana.

giovedì 28 marzo, ore 14-19 + venerdì 29 marzo, ore 9.30-19 + sabato 30 marzo, ore 9.30-14 | DAMSLab/Auditorium+Teatro

LA DANZA IN ITALIA NEL NOVECENTO E OLTRE: TEORIE, PRATICHE, IDENTITÀ

Convegno internazionale di studi | interventi di Selina Bassini (Cantieri Danza), Silvia Carandini (La Sapienza Università di Roma), Eugenia Casini Ropa (Università di Bologna), Elena Cervellati (Università di Bologna), Enrico Coffetti (Cro.Me.), Annamaria Corea (La Sapienza Università di Roma), Gigi Cristoforetti (Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto), Vito Di Bernardi (La Sapienza Università di Roma), Caterina Di Rienzo (Università Tor Vergata), Susanne Franco (Università Ca’ Foscari Venezia), Roberto Fratini Serafide (Conservatori Superior de Dansa, Barcellona), Marinella Guatterini (Fondazione Milano/Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Elisa Guzzo (Ballet2000), Concetta Lo Iacono (Università Roma Tre), Claudio Longhi (Emilia Romagna Teatro Fondazione), Fulvio Macciardi (Teatro Comunale di Bologna Fondazione), Francesca Magnini (Balletto di Roma), Rossella Mazzaglia (Università di Messina), Aline Nari (Università di Pisa), Marino Pedroni (Teatro Comunale di Ferrara), Enrico Pitozzi (Università di Bologna), Silvia Poletti (Danza & Danza), Elena Randi (Università di Padova), Alessandra Sini (Université Côte d’Azur, Nice), Giulia Taddeo (Università di Bologna), Stefano Tomassini (Università IUAV, Venezia), Patrizia Veroli (ricercatrice indipendente), Francesca Beatrice Vista (La Sapienza Università di Roma), Sayaka Yokota (Tokyo University), Franca Zagatti (Mousiké) | interventi danzati di Simona Bertozzi (Nexus), Adriana Borriello (Compagnia Adriana Borriello), Gruppo Terza Danza

Il convegno La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità vuole interrogare i principali snodi della storia della danza italiana nel secolo scorso e oggi, ponendosi al crocevia fra la dimensione delle teorie e quella delle pratiche artistiche e organizzative. Per questa ragione, di fianco agli interventi teorici, affidati a studiosi e critici, sono previsti dimostrazioni pratiche di danzatori e coreografi e un momento di confronto con operatori attivi nell’ambito dell’attuale panorama della danza italiana.

La giornata di apertura del convegno accoglie interventi di taglio storico, dedicati al periodo compreso tra l’inizio del secolo e i primi anni Settanta. La giornata si chiude con la presentazione di materiali inediti del Fondo Mario Porcile, dedicato all’ideatore e organizzatore del Festival Internazionale del Balletto di Genova- Nervi (1955-2004) e ospitato dall’Associazione Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo (Milano).

La seconda giornata si muove invece intorno al proposito di costruire un “glossario d’autore”. Assumendo come orizzonte temporale il periodo che va dagli anni Ottanta a oggi, i relatori sono sollecitati a proporre delle parole-chiave che possano stimolare una riflessione attorno alla creazione coreografica contemporanea. Ancora una volta sul tema del “glossario” si collocano pure i brevi interventi danzati offerti dal Gruppo Terza Danza, diretto da Franca Zagatti, al quale si uniranno gli studenti del Corso di Laurea in DAMS con esperienza nella danza di comunità, e da due danzatrici e coreografe di primo piano nel panorama della danza di oggi: Simona Bertozzi e Adriana Borriello.

La giornata di chiusura prosegue nella costruzione del “glossario d’autore” per poi concludersi con una tavola rotonda alla quale parteciperanno vari operatori del settore.

Simona Bertozzi, coreografa e danzatrice, laureata in DAMS a Bologna, dal 2005 è impegnata in un percorso autoriale di ricerca coreografica. Nei suoi lavori il linguaggio del corpo risente della compenetrazione di pratiche, pensieri e discipline che fanno dell’atto creativo un sistema complesso volto a misurarsi con la contemporaneità: è il caso di Bird’s Eye view (2011), Animali senza favola (2014), Prometeo (2015-2016), And It Burns, Burns, Burns (2016), Joie de vivre (2018). Dal 2014 il suo percorso di creazione si è rivolto anche a giovani interpreti, coinvolgendo bambini e adolescenti. Parallelamente all’attività di creazione, si occupa anche di percorsi di alta formazione e collabora con ricercatori e studiosi di arti performative.

Adriana Borriello, diplomatasi all’Accademia Nazionale di danza a Roma, si trasferisce a Bruxelles per iscriversi al Mudra, dove, nell’ambito delle attività della prestigiosa scuola belga diretta da Maurice Béjart, crea le sue prime coreografie. Partecipa alla fondazione del gruppo Rosas di Anne Teresa De Keersmaeker e quindi alla creazione di Rosas danst rosas (1983) e collabora con Pierre Droulers per Miserere (1984) e Midi-Minuit (1985). Rientrata in Italia, dà il via a diversi e articolati progetti produttivi e artistici, oltre che pedagogici, fino alla nascita, nel 2015, della Compagnia Adriana Borriello, la cui ultima creazione, dopo Col corpo capisco (2015 e 2016), è Duo Goldberg (2018).

ll Gruppo Terza Danza nasce nel 2010 per volontà di Franca Zagatti all’interno del Centro Mousikè di Bologna. I partecipanti, dai 60 anni in su, incontrano una pratica motoria che indaga e considera il corpo che invecchia non come ostacolo, ma come veicolo di nuovi apprendimenti. Il lavoro che viene proposto guarda all’essenzialità del gesto e al momento del suo farsi azione intenzionale come a un atto di presenza, aiuta a educare una corporeità più sensibile, pronta ad accogliere la sfida umana ed estetica che la danza di comunità offre ad ogni persona.

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CINEMA

a cura di Veronica Innocenti e Sara Pesce

da mercoledì 30 gennaio a mercoledì 13 marzo, ogni mercoledì, ore 13-17 | Salone Marescotti

ECONOMIA DELLA PRODUZIONE AUDIOVISIVA

Workshop con esercitazioni condotto da Massimo Fantini | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni, calendario e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it

Il workshop è rivolto a coloro che intendono operare nel settore delle imprese culturali e creative in qualità di imprenditori, manager, responsabili di progetto creativo e di budget di progetto. La frequenza sarà finalizzata all’acquisizione di alcuni strumenti elementari della gestione d’impresa generica, specializzandosi poi sulle peculiarità dell’impresa di produzione audiovisiva. Saranno prima di tutto fornite le nozioni base sul funzionamento dell’economia per imparare a leggere il panorama economico attuale, si procederà poi analizzando le diverse figure professionali e i diversi ruoli creativi, tecnici e produttivi, dalla nascita dell’idea fino alla distribuzione sul piccolo e sul grande schermo. Ci si occuperà poi di presentare e analizzare le forme di finanziamento di un prodotto audiovisivo, sia pubbliche che private. Si analizzeranno le co-produzioni e i contratti RAI per arrivare, infine, allo studio del budget, partendo da casi reali. Gli studenti, alla fine del workshop, saranno in grado di strutturare tutti gli elementi utili alla presentazione di un progetto audiovisivo ai potenziali investitori (sinossi, intention note, mood board, financing plan, piano di produzione, strategie di marketing e distribuzione, video pitch).

Massimo Fantini si è laureato in Economia nel 1994 presso l’Università di Bolo- gna, ed è abilitato alla libera professione dal 1998. Nella prima fase della sua carriera si è occupato degli aspetti economici e finanziari dell’attività creativa presso la Sony Music Europe, come esperto in materia designato dello Studio di consulenza internazionale Baker&McKenzie. È stato consulente economico e amministrativo di produttori musicali, cinematografici, televisivi, di editori sia musicali che letterari, e di artisti del mondo del cinema, della televisione e della musica. Ha collaborato con il Dipartimento di Discipline Economico Aziendali dell’Università di Bologna dal 1995 al 2009. Ha collaborato con l’Ufficio Legislati- vo del Ministero dei Beni, Attività Culturali dal 2015 ed ha redatto testi di legge e relazioni parlamentari in materia di economia dell’audiovisivo.

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da lunedì 4 a martedì 19 febbraio | DAMSLab

FORME DI COMUNICAZIONE ATTRAVERSO L’USO CREATIVO DEL REPERTORIO AUDIOVISIVO

RE-VISIONI DEL CINEMA NOIR

Laboratorio condotto da Filippo Porcelli | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni, calendario e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it

Il laboratorio si inserisce nel programma di attività didattiche promosse dal progetto DETECt-Detecting Transcultural Identity in Contemporary European Crime Narratives e intende introdurre alla metodologia della critica videografica del cinema. I procedimenti e le tecniche del montaggio saranno messi a frutto in un percorso realizzativo finalizzato a produrre un video dedicato alla storia e allo stile (o alle differenti storie e stili) del cinema “nero”, dal periodo classico ai giorni nostri.

Nel corso del laboratorio si attiverà un vero e proprio modo di fare-guardare il cinema partendo dai suoi resti. Dalla polverizzazione cioè delle immagini fino alla loro simultaneità attraverso il codice tentacolare per la combinazione di dissolvenze-dissoluzioni-dissolutezze visive che era il montaggio stesso di Blob. Modalità funzionale del laboratorio sarà infatti quella propria di una redazione operativa, dove si attiveranno sguardi inediti capaci di elaborare e sfruttare i minimi segni rilevatori delle immagini e quindi di analizzare, smontare e decostruire gli stilemi caratteristici di un genere per restituirne la cifra in un prodotto originale.

Filippo Porcelli, regista, scrittore e autore televisivo, ha realizzato programmi RAI (tra cui il cult Blob), film e progetti per università, istituzioni e imprese. Nel tempo ha costruito un linguaggio originale e innovativo sull’utilizzo creativo dei materiali di repertorio. Tra i suoi lavori, il film prodotto da RAI CINEMA FICTION per il Giubileo 2000 presentato al Festival del Cinema di Venezia. Tra i ricono- scimenti, “Oscar Tv - Regia Televisiva” e “Certificate of Appreciation University of California”. www.filippoporcelli.it

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da giovedì 14 marzo a venerdì 17 maggio | DAMSLab

MONITOR EX-CELLENTIAM

SISTEMA DI MONITORAGGIO DELL’ECCELLENZA TRA GLI EX STUDENTI UNIBO PER LA REALIZZAZIONE DI UN ARCHIVIO ILLIMITATO DI VIDEORITRATTI

Laboratorio condotto da Luisa Grosso | partecipazione gratuita riservata agli studenti dell’Università di Bologna | informazioni, calendario e modalità di iscrizione su www.dar.unibo.it

Il laboratorio nasce dall’idea di aprire un cantiere permanente per la produzione di videoritratti che raccontino personalità eccellenti, ex studenti dell’Università di Bologna che si sono distinti in Italia e nel mondo grazie al loro lavoro e alle loro ricerche, allo scopo di creare un archivio illimitato a futura memoria. Una serie di brevi film, ognuno realizzato con un’intervista all’ex studente e la ricostruzione, con immagini di repertorio, della Bologna dell’epoca in cui il/la protagonista ha frequentato l’Università. Uno studente è prima di tutto un cittadino. Il nostro laboratorio vuole sottolineare l’importanza reciproca della relazione studente-città, una relazione che, come in tutte le relazioni, partecipa delle identità di entrambi e le cambia. Creare un archivio di videoritratti di ex studenti Unibo significa monitorare l’eccellenza e lo stile di una comunità, che ha un’identità originale, diversa da tutte le altre comunità. Significa creare un osservatorio sulle trasformazioni dell’Università e della città e sullo stato di salute del concetto di cittadinanza. Un progetto che intende coinvolgere Unibo e il Museo dello studente e avvalersi degli archivi DAMS, Cineteca, Luce, Home Video. Con il laboratorio di quest’anno apriamo il cantiere e realizziamo il film pilota. Gli studenti avranno modo di sperimentare il processo creativo e la realizzazione del primo videoritratto: scelta del personaggio, lavoro di redazione, pre-produzione e riprese, lavoro di post-produzione e distribuzione.

Luisa Grosso si è laureata al DAMS di Bologna e diplomata come Tecnico di Re- gia Cinetelevisiva alla Scuola di Cinema di Nanni Moretti. Ha collaborato come videogiornalista a diverse testate giornalistiche di Rai e Mediaset. È autrice e regista di documentari e spettacoli teatrali. Collabora come autrice e regista a programmi televisivi. È stata direttrice artistica di Cinema Corto in Bra, Festival Internazionale di cortometraggi e Slow Food on Film, Festival Internazionale di Cinema e cibo. Scrive sceneggiature per il cinema, serie Tv, web serie. Ha lavo- rato in co-regia con Giuseppe Bertolucci dal 2001 al 2011. Ha pubblicato alcuni saggi (tra cui Reality Tv. La Tv ai confini della realtà e Memo Film. La creatività contro l’Alzheimer) e il romanzo Miriam e la geometria.

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giovedì 14 marzo + mercoledì 20 marzo, ore 17 | Salone Marescotti

ASPETTANDO MEDIA MUTATIONS

Incontri a cura di Veronica Innocenti e Paolo Noto | INGRESSO LIBERO

L’obiettivo del ciclo di incontri Aspettando Media Mutations è quello di approfondire, grazie alla presenza di studiosi e professionisti del settore audiovisivo, temi di rilievo per le attività di ricerca e didattica della Sezione Cinema del DAR. Per il 2019 il calendario si compone di un incontro dedicato alla presentazione di un volume che indaga le modifiche che il ruolo dell’autore ha subito a seguito dell’impatto delle tecnologie digitali sulle industrie culturali; e di un secondo incontro dedicato alla presentazione di ricerche riguardanti le narrazioni televisive seriali, focalizzandosi da un lato sulla relazione tra metamorfosi del romanzo e testualità audiovisiva e, dall’altro, sulla costruzione della dimensione temporale nella serialità televisiva. Altri appuntamenti potranno essere previsti in corso d’anno, ne sarà data tempestiva comunicazione attraverso la pagina web del Centro La Soffitta.

14 Marzo 2019, ore 17

Incontro con Eleonora Benecchi (Università della Svizzera Italiana)

20 Marzo 2019, ore 17

Incontro con Emanuela Piga (Università di Bologna), Francesca Pasquali (Università degli Studi di Bergamo) e Fabio Cleto (Università degli Studi di Bergamo)

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lunedì 20 + martedì 21 maggio, ore 10 | DAMSLab/Auditorium

MEDIA MUTATIONS 11MEDIA, DIPLOMACY AND SOFT POWER

EXPLORING THE RELATIONS BETWEEN EMERGING MARKETS AND WESTERN COUNTRIES

Convegno internazionale di studi a cura Marco Cucco (Università di Bologna), Gertjan Willems (University of Antwerp), Zhan Zhang (Università della Svizzera italiana) | INGRESSO LIBERO

Il convegno internazionale Media Mutations, dedicato ai cambiamenti in atto nel sistema dei media, giunge nel 2019 alla sua undicesima edizione dal titolo Media, Diplomacy and Soft Power: Exploring the Relations Between Emerging Markets and Western Countries.

I media, e in particolare i prodotti audiovisivi, sono da sempre utilizzati come piattaforma diplomatica internazionale e come strumento di soft power per elaborare l’immagine di un paese e promuoverla all’estero. Ciò li rende degli oggetti particolarmente complessi e affascinanti da analizzare: in questa prospettiva, infatti, i prodotti mediali si configurano come il frutto di collaborazioni tra soggetti pubblici e privati, tra imprese mediali e imprese di altri settori, divenendo così portatori di interessi multipli ed eterogenei.

Sebbene l’uso dei media a scopi diplomatici e promozionali sia ampiamente diffuso, oggi le strategie più nuove e articolate vengono da una serie di paesi emergenti quali Cina, India, Brasile o Messico, sempre più protagonisti nel panorama geo-politico internazionale e nel mercato dell’audiovisivo. L’edizione 2019 di Media Mutations mira dunque ad indagare il ruolo svolto dai prodotti mediali nelle strategie diplomatiche e di soft power elaborate dai cosiddetti mercati emergenti nei confronti degli Stati Uniti e dell’Europa occidentale, valutando strategie di successo e strategie fallimentari, rintracciando caratteristiche comuni e mappando il complesso sistema di soggetti coinvolti. A tale scopo, il convegno si propone come piattaforma per un dialogo interdisciplinare che coinvolga studiosi di media, scienze politiche, economia e altre aree di ricerca.

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giovedì 20 + venerdì 21 giugno, ore 10 | DAMSLab/Auditorium

FROM WASTE TO ASSET

MAKING SENSE OF ITALIAN FILM AND TELEVISION PRODUCTION IN THE DIGITAL ERA

Convegno a cura di Luca Barra e Paolo Noto | INGRESSO LIBERO

Lo scenario digitale, ormai pienamente assestato, ha cambiato in modo profondo lo statuto dei prodotti cinematografici e televisivi e le forme e modalità della loro conservazione, della loro circolazione, del loro utilizzo: quanto prima rischiava di essere facilmente ignorato, di andare sprecato, ora si rivela una risorsa, culturalmente ed economicamente valorizzabile, spesso a partire dal lavoro di istituzioni e figure professionali specializzate. Focalizzando l’attenzione sull’audiovisivo italiano, e insieme tenendo conto degli approcci teorico- metodologici e delle principali case histories internazionali sul tema, il convegno intende approfondire: le professioni impegnate nella gestione e valorizzazione di fonti, materiali e archivi legati a cinema e Tv, le competenze consolidate o emergenti, le best practices di recupero, gestione e promozione, le logiche, gli obiettivi e i criteri sottostanti, le potenzialità e i rischi della distribuzione (formale) e della circolazione (informale) di questi materiali, la gestione dei diritti, le politiche d’archivio, il ruolo delle istituzioni, le progettualità nazionali ed europee, le forme di visualizzazione e di design, il complesso rapporto con gli aspetti simbolico- culturali legati all’heritage e con le istanze commerciali.

gennaio-giugno | DAMSLab/Auditorium

ATTRICI E ATTORI INCONTRANO IL PUBBLICO

A cura di Sara Pesce | INGRESSO LIBERO

In collaborazione con la Cineteca di Bologna

Leggere e descrivere le tecniche della recitazione, comprendere i molteplici aspetti della professione degli attori nel panorama mediatico contemporaneo: sono attività che il pubblico costruisce sempre più attraverso una frequentazione transmediale, tramite un accumulo di esperienze non solo di finzione. Gli incontri promossi dal centro, accompagnati da proiezioni o brevi saggi attoriali e aperti alla cittadinanza, permettono a questi artisti di raccontare se stessi in un dialogo con studiosi del settore e con gli studenti. Dall’intervista a un interprete per il cinema, la televisione e il teatro scaturisce infatti una comprensione del suo specifico lavoro che può sfuggire allo spettatore e al critico. Si approfondiscono passaggi poco noti del fare un film, motivi e metodi dell’impegno sul set e fuori dal set: dal rapporto con specifici modelli recitativi, all’intrecciarsi di motivi sociali e di costume nello stile della performance. Questi incontri – che fino a oggi hanno permesso di approfondire la conoscenza di Luigi Lo Cascio, Roberto Herlitzka, Neri Marcoré, Sandra Ceccarelli, Elio Germano, Silvio Orlando, Iaia Forte, Federica Fracassi, Valentina Cervi, Pif, Elio De Capitani – sono inoltre abbinati a una giornata di studi che si svolgerà presso il DAMSLab nell’autunno 2019 e verterà sul tema: celebrità, invecchiamento, età.

Le date degli incontri saranno segnalate tempestivamente attraverso la pagina web del Centro La Soffitta.

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MUSICA

a cura di Paolo Cecchi e Carla Cuomo

CONCERTI

martedì 12 febbraio, ore 21 | Aula absidale di S. Lucia

PER MARI E PER CONTRADE SOPRA L’ALI DEL VENTO

Larissa Alice Wissel, soprano; Stefano Malferrari, pianoforte | musiche di Isaac Albéniz, Manuel de Falla, Franz Schubert, Gioachino Rossini, Maurice Ravel e Franz Liszt | con letture di poesie di autori arabi classici e contemporanei | presentazione di Giuseppina La Face e Ahmad Addous | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20

In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale», con il King Abdulaziz Chair for Islamic Studies (KAIS) dell’Alma Mater Studiorum e con il Teatro Comunale di Bologna

La serata intreccia musiche per voce e pianoforte e per pianoforte solo dei secoli XIX e XX con letture di poesie in lingua araba. Ispirato all’incontro di culture e idiomi di diversa provenienza, il programma musicale inizia con due celebri pagine pianistiche degli spagnoli Isaac Albéniz e Manuel de Falla – l’uno catalano, l’altro andaluso – cui faranno seguito i due Lieder del viennese Franz Schubert intitolati Suleika, che intonano liriche di Marianne von Willemer tratte dal Divano occidentale-orientale di Goethe, ispirato all’opera del poeta e mistico persiano Hāfez (secolo XIV). Dopo un “bolero” di Gioachino Rossini, che sopra una strofetta del Metastasio arieggia il folklore spagnolo (dalla tardiva raccolta dei Péchés de vieillesse), il concerto offre il ciclo delle Cinq Mélodies populaires grecques di Maurice Ravel, composte su canti tradotti in francese da Michel Dimitri Calvocoressi, musicologo di ascendenza ellenica. La serata si conclude nel segno dell’esorbitante, immaginifico virtuosismo pianistico del magiaro Franz Liszt, la seconda delle sue Légendes d’ispirazione agiografica, intitolata a san Francesco di Paola che cammina sulle onde.

La serata di musica e poesia rientra fra le iniziative, realizzate dal KAIS, rivòlte allo scambio di conoscenze tra gli universi culturali arabo-islamico ed europeo.

Larissa Alice Wissel, soprano lirico di coloratura, dopo aver studiato in Germania, si è perfezionata in Austria ed in Italia. Ha partecipato a numerose esecuzioni di composizioni vocal-orchestrali in Italia e Europa. Tra le sue più recenti interpretazioni operistiche Il Re Pastore nel ruolo di Elisa al teatro Verdi di Trieste, La Bohème nel ruolo di Musetta allo Sferisterio di Macerata, il Viaggio a Reims all’Accademia rossiniana di Pesaro come Madama Cortese, La Figlia del reggimento di Donizetti al Comunale di Bologna come Marie.

Stefano Malferrari, diplomatosi al Conservatorio “Gioachino Rossini” di Pesaro con Franco Scala, si è poi perfezionato con Jörg Demus e György Sandor. Vincitore di alcuni concorsi internazionali, ha tenuto numerosi concerti e recital in Italia e all’estero, e ha partecipato a festival e rassegne concertistiche italiane ed internazionali quali il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival dei Due Mondi di Spoleto, il Maggio Musicale Fiorentino ed il Festival Internazionale di Bergen. Ha all’attivo incisioni per le etichette NLM, Nuova Era, Nuova Carrish, Agenda e Tactus.

mercoledì 27 febbraio, ore 21 | DAMSLab/Auditorium

IL CANTO DELLA SERA

Christine Streubühr, mezzosoprano; Anna Quaranta, pianoforte; Stella degli Esposti, viola | musiche di Johannes Brahms, Arnold Schönberg, Gustav Mahler, Alban Berg | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20
In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»

Dopo l’esecuzione di due lieder di Brahms (dall’op. 43 e dall’op. 105) e del suo Intermezzo pianistico in Si minore dall’op. 118, il programma del concerto prevede l’esecuzione dei due lieder dell’op. 91 dello stesso Brahms, per voce, pianoforte e viola obbligata, uno dei grandi esiti in quel genere del compositore di Amburgo per la felicità dell’invenzione melodica, la varietà espressiva del canto, e per il florido e sempre cangiante contrappunto dello strumento ad arco. Concludono la prima parte due lieder dell’op. 2 di Arnold Schönberg, scritti nel 1899, e ancora marcatamente influenzati – pur nella già definita originalità della scrittura compositiva – dalla tradizione brahmsiana e mahleriana. Seguirà il ciclo dei Kindertotenlieder di Gustav Mahler, composti tra il 1901 e il 1904 su liriche di Friedrich Rückert, ed eseguiti nella versione per voce e pianoforte. Il ciclo costituisce uno dei vertici dell’arte mahleriana: le immagini tragiche e ferali dei testi poetici vengono rese musicalmente in una cifra stilistica di tesa espressività, con una netta predilezione per le tonalità minori, ma con non infrequenti, subitanee transizioni in maggiore che esaltano la plastica mutevolezza melodica del canto. Concludono il concerto, dopo l’esecuzione del primo Intermezzo brahmsiano dell’op. 117, due lieder giovanili di Alban Berg, che ben rappresentano la qualità del suo apprendistato con Schönberg, caratterizzato da una fertile tensione tra l’influenza della tradizione tardo-romantica e l’emergere dei primi bagliori di nuovi orizzonti linguistici.

Christine Streubühr si dedica soprattutto alla musica vocale da camera - con particolare propensione per la tradizione liederistica - e alla musica sacra ed oratoriale. Ha al suo attivo anche numerose esecuzioni di musica medievale, rinascimentale e barocca, in collaborazione con diversi ensembles specializzati, con i quali si è esibita in rinomati festival internazionali di ambito soprattutto tedesco ed austriaco.

Anna Quaranta ha tenuto concerti sia come solista che in formazioni cameristiche presso numerose istituzioni musicali italiane ed internazionali. All’attività concertistica affianca la ricerca musicologica, partecipando come relatrice a vari convegni nazionali ed internazionali e pubblicando saggi su riviste specializzate e in volumi miscellanei.

giovedì 14 marzo, ore 20.30 | DAMSLab/Auditorium

NELLE STANZE ACCORDI DI SONATA

Grazia Raimondi, violino; Maria Grazia Bellocchio, pianoforte | musiche di Goffredo Petrassi, Sergej Prokof’ev, György Kurtág, Johannes Brahms | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 19.30
In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale» e con Musica Insieme

L’Introduzione e Allegro per violino e pianoforte di Goffredo Petrassi, composta nel 1933, appartiene al periodo neoclassico del musicista, e rivela sostanziosi influssi tardo barocchi e preclassici, in un’impostazione armonica diatonico-modale, screziata a tratti da ombreggiature ‘moderniste’, che allontanano la composizione dal mero calco pluristilistico. La Seconda sonata per violino e pianoforte (1944) di Sergej Prokof’ev ripropone le forme e l’assetto tonale della sonata classica, benché trattati in modo assai libero e personale, secondo scelte compositive che spesso ricordano alcune sue opere linguisticamente più avanzate.

La Terza sonata per violino e pianoforte di Johannes Brahms, dedicata ad Hans von Bülow e compiuta nel 1888, è certamente la più virtuosistica ed ‘opulenta’ dal punto di vista timbrico ed esecutivo delle opere per quell’organico del musicista amburghese. Il programma del concerto prevede, quale interludio tra la Sonata di Prokof’ev e quella di Brahms, l’esecuzione di alcune aforistiche composizioni per solo pianoforte di György Kurtág (1926) tratte dalla raccolta denominata Játékok (“Giochi” in ungherese).

Grazia Raimondi ha suonato in trio con Antonio Pappano e Luigi Piovano, ha eseguito il Triplo Concerto di Beethoven con Giovanni Sollima e Olaf John Laneri, ha collaborato in esecuzioni di musiche cameristiche con Alberto Bocini, Maurizio Baglini, Dmitry Sitkovetsky e Francesco Di Rosa, attualmente collabora con il quintetto “I Virtuosi dell’Opera Italiana”. Ha svolto e svolge un’intensa attività solistica e cameristica in prestigiosi teatri ed istituzioni concertistiche italiane ed internazionali. Ha al suo attivo numerose incisioni discografiche con le etichette Eloquentia e Wide Classique.

Maria Grazia Bellocchio ha suonato come solista con l’or- chestra della RAI di Milano, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, la Scottish Chamber Orchestra e l’Orchestra Toscanini. Suona regolarmente per le maggiori istituzioni concertistiche italiane ed europee, e ha collaborato e collabora in formazioni cameristiche con musicisti quali Ingo Goritzki, Han de Vries, Renate Greis, Wolfgang Mayer, Franco Petracchi, Salvatore Accardo e Bruno Giuranna. Ha inciso con le etichette Ricordi e Stradivarius.

mercoledì 10 aprile, ore 21 | DAMSLab/Auditorium

IMPROVVISAZIONE E COMPOSIZIONE: UN INEDITO INTRECCIO

Sestetto jazz di Marcello Tonolo | Marcello Tonolo, piano; Domenico Santaniello, contrabbasso; Mauro Beggio, batteria; David Boato, tromba, flicorno; Federico Pierantoni, trombone; Michele Polga, sassofono tenore | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20

In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»

Marcello Tonolo ha rivisitato ed in alcuni casi ricomposto alcuni brani pianistici di Aleksandr Skrjabin per ensemble jazzistico, sia per il trio formato da pianoforte, contrabbasso e batteria, sia per un sestetto, nel quale alla citata sezione ritmica si aggiungono la tromba (alternata con il flicorno), il sax tenore e il trombone. L’esperimento tentato con successo da Tonolo (e documentato dall’incisione discografica Skrjabin in jazz, pubblicata in CD da Caligola Records nel 2017) è frutto di un ricorso differenziato e plurimo alle partiture di Skrjabin che il pianista veneziano ha ritenuto particolarmente adatte all’improvvisazione jazzistica. Come illustra lo stesso Tonolo: «in questo mia operazione di riscrittura ho utilizzato alcuni elementi melodici, armonici, e formali tratti da brani di Skrjabin, che – tolti dal loro contesto originale – potessero funzionare anche nel linguaggio jazzistico. In alcuni casi ho dilatato o rovesciato dal punto di vista intervallare temi e motivi, in altri casi ho aggiunto o tolto parti della musica originale, e quasi sempre ho ritoccato le armonie, rendendole adatte all’improvvisazione. Ciò è stato possibile anche grazie all’originale concezione armonica del compositore russo, in particolare al suo uso degli accordi di settima, dei tritoni e delle scale esatonali, così sovente utilizzati dai jazzisti moderni con una particolare inclinazione per la composizione tematica, primo tra tutti Thelonious Monk».

Marcello Tonolo ha collaborato con alcuni dei migliori musicisti italiani (tra i quali Massimo Urbani, Giovanni Tommaso, Marco Tamburini, Maurizio Caldura, Enrico Rava, Pietro Tonolo, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco e Fabrizio Bosso) e con jazzisti americani di assoluto rilievo come Chet Baker, Kenny Clarke, Lee Konitz, Steve Grossman e Gary Bartz. Ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche e televisive e ai più importanti festival italiani, ed ha suonato anche in Europa e negli Stati Uniti. Oltre a numerose incisioni come sideman, ha registrato anche alcuni dischi come leader. Attualmente insegna pianoforte Jazz al Conservatorio di Padova.

mercoledì 17 aprile 2019, ore 21 | DAMSLab/Auditorium

LE QUATTRO VIE DEL MELOS

Quartetto d’archi Prometeo | Giulio Rovighi, Aldo Campagnari, violini; Danusha Waskiewicz, viola; Francesco Dillon, violoncello | musiche di Alban Berg, György Kurtág, Franz Schubert | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 20

In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»

Con il Quartetto per archi op. 3, composto nel 1910, Alban Berg licenziò quella che va considerata – assieme alla coeva Sonata per pianoforte op. 1 – la sua prima opera del tutto matura ed originale. Concepito in soli due movimenti, il quartetto venne composto secondo i canoni della libera atonalità schönberghiana, e, come scrisse Theodor Wiesengrund Adorno, che di Berg fu allievo come compositore: «nel Quartetto, almeno nel secondo tempo, non ci sono più “temi” nella vecchia accezione statica del termine. Il continuo passaggio e interconnessione tra le singole unità melodiche le schiude a ciò che precede e a ciò che segue, le mantiene nel flusso incessante delle varianti, la fa sottomettere al primato del tutto. Le idee tematiche si contraggono: si riducono a minime unità motiviche». I 12 Microludes per quartetto d’archi di György Kurtág, composte nel 1977, costituiscono un insieme coeso e coerente di brevissime composizioni a carattere aforistico, che paiono far coesistere taluni aspetti dell’“inaudità brevità” di molte opere di Anton Webern con l’intensità costruttiva ed espressiva di taluni brevi passaggi dei quartetti bartokiani, con esiti di originalissima e disadorna compiutezza. Ultimo dei quindici quartetti per archi scritti da Franz Schubert, quello in Sol minore è anche il più lungo e formalmente dilatato. Composto nel 1826, il lavoro ben rappresenta – assieme alle ultime tre sonate per pianoforte e al quintetto per archi in do minore – alcune delle caratteristiche salienti del postremo stile cameristico di Schubert: la dilatazione formale, una più ardita concezione dei poli tonali e delle modalità di transizione tra le diverse aree armoniche, la tendenza ad un uso radicale dell’alternanza tra i modi maggiore e minore, il ricorso al rapporto tonica-mediante nell’impalcatura tonale, la variatissima e insistente metamorfosi tematica.

Il Quartetto Prometeo ha suonato in molte delle più prestigiose istituzioni e festival concertistici europei quali il Concertgebouw di Amsterdam, il Musikverein a Vienna, la Wigmore Hall di Londra, l’Aldeburgh Festival, l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, la Società del Quartetto di Milano, gli Amici della Musica di Firenze. Collabora con interpreti come Mario Brunello, David Geringas, Veronika Hagen, Alexander Lonquich, Enrico Pace, Enrico Bronzi, Lilya Zilberstein, e con alcuni importanti compositori contemporanei, in particolare Salvatore Sciarrino, Ivan Fedele e Stefano Gervasoni. Il quartetto ha al suo attivo una serie di incisioni discografiche con le etichette ECM, Sony e Brilliant. Dal 2013 è “quartetto in residence” all’Accademia Chigiana di Siena in collaborazione con la classe di composizione di Salvatore Sciarrino.

martedì 7 maggio, ore 20 | Aula Magna di S. Lucia

I CLASSICI IN CLASSE

RASSEGNA DI MUSICA D’ARTE DELLE SCUOLE IN UNIVERSITÀ

Musiche di Pëtr Il’ič Čaikovskij, Manuel de Falla, Georg Friedrich Händel, Giuseppe Verdi | INGRESSO LIBERO
Promossa dalla cattedra di Pedagogia musicaleCol patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, del Comune di Bologna e del Comune di San Lazzaro di Savena

In collaborazione con SagGEM, Gruppo per l’Educazione musicale del «Saggiatore musicale» e la Rete universitaria per l’Educazione musicale

L’iniziativa, giunta alla dodicesima edizione, offre alle scuole un’occasione di confronto sul terreno dei percorsi didattici condotti durante l’anno scolastico. Nell’Aula Magna di S. Lucia si avvicendano gruppi strumentali e corali nonché strumentisti solisti che coprono l’intero curricolo scolastico, dalla scuola primaria agli istituti d’istruzione secondaria superiore. Gli alunni eseguono i brani dopo averne illustrato al pubblico la struttura e il significato storico. I docenti a loro volta dichiarano gli obiettivi perseguiti nel percorso didattico.

Come di consueto la rassegna presenta un programma ricco sia nella scelta delle musiche, sia nelle formazioni strumentali. In particolare segnaliamo: la partecipazione di una quinta classe della Scuola primaria “Diana Sabbi” di Pianoro, che si cimenterà con un brano corale tratto da un’opera di Verdi, frutto di un percorso didattico rivolto all’ascolto e alla comprensione dell’Opera; un ensemble di fiati dell’IC 21 di Bologna, che si cimenterà con una selezione di brani tratti dalla suite Musica sull’acqua di Händel; il “Medium Guitar Ensemble”, originale formazione di sole chitarre, che riunisce diverse scuole in rete, con un lavoro di interpretazione musicale, a cui si aggiungerà anche una rappresentazione coreografica delle Due danze di Manuel de Falla.

«Il Saggiatore musicale» è ente qualificato a livello nazionale per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola ai sensi del DM 177/2000 e della direttiva n. 170/2016.
La Rete universitaria per l’Educazione musicale comprende dieci università (Bologna, Catania, Chieti, Ferrara, Palermo, Pavia-Cremona, Roma Tre, Sassari, Teramo, Torino), che insieme al «Saggiatore musicale» intendono valorizzare la musica d’arte e la conoscenza del patrimonio musicale europeo, materiale e immateriale.

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INIZIATIVE DI RICERCA E DIDATTICA

martedì 19 febbraio, ore 11 | DAMSLab/Auditorium

LA TRADIZIONE PASTORALE IN PROVINCIA DI MESSINA: STRUMENTI E REPERTORIO

Seminario a cura di Giuseppe Roberto (Messina) e Nico Staiti (Bologna) | INGRESSO LIBERO
In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»

Giuseppe Roberto è un giovane musicista e pastore messinese. Suona gli strumenti della sua tradizione: zampogna a paro, flauto doppio, flauto monocalamo. Roberto è profondamente consapevole della tradizione a cui appartiene: conosce le diverse scuole di suonatori, gli stili, le tecniche e i modi di accordatura. È al tempo stesso uno studioso: le tradizioni a cui appartiene pure gli appartengono, e le indaga con profondità. Narra ed illustra i repertori pastorali del messinese, descrivendone e analizzandone le caratteristiche mediante la contestualizzazione antropologica e l’esecuzione musicale, con la propria interpretazione. La sua narrazione e le sue esecuzioni svelano un microcosmo di cultura musicale assai profondo e vario.

Con Nico Staiti, etnomusicologo dell’Università di Bologna (che lo accompagnerà anche col tamburello, mostrando le tecniche esecutive dello strumento in quell’area geografica), coordineranno il seminario ed il concerto che del seminario è parte integrante: in entrambi i due sguardi e i due approcci – quello interno e quello esterno, quello descrittivo e quello esecutivo – si sovrappongono e si intersecano.

martedì 26 marzo, ore 10-19 | Salone Marescotti

“TIME REMEMBERED”: LA CONCEZIONE MUSICALE E IL PENSIERO IMPROVVISATIVO DI BILL EVANS

Giornata di studi internazionale | partecipano Vincenzo Caporaletti (Macerata), Paolo Cecchi (Bologna), Laurent Cugny (Parigi), Ludovic Florin (Toulouse), Marco Mangani (Ferrara), Enrico Pieranunzi (Roma), Pascal Wetzel (Parigi) | INGRESSO LIBERO

In collaborazione con l’Associazione culturale «Il Saggiatore musicale»e con Centre de Recherche International sur le Jazz et les Musiques Audiotactiles - (IReMus) dell’Università La Sorbona di Parigi

a seguire, ore 19

Concerto per Bill Evans, Enrico Pieranunzi, pianoforte | INGRESSO LIBERO

Bill Evans (1929-1980) va senza dubbio considerato – con Bud Powell e Thelonious Monk – il più importante pianista del jazz moderno, che ebbe origine all’inizio degli anni Quaranta con il movimento del Be-bop. Evans fu artista dotato di una grande varietà, fantasia e rigore improvvisativi, e perseguì sempre con indefettibile coerenza i propri personalissimi intendimenti estetici. Per oltre un trentennio seppe innestare nel lessico del jazz nuove soluzioni soprattutto armonico- melodiche, ampliando gli orizzonti del rapporto tra armonia e decorso lineare dell’improvvisazione, grazie anche alla capacità di utilizzare alcune conquiste dell’armonia della musica colta europea realizzate da compositori come Skrjabin, Ravel, Debussy e Rachmaninoff. Bill Evans elaborò un lessico pianistico ed una concezione improvvisativa che ebbero un’influenza determinante, o comunque significativa, su gran parte dei pianisti attivi a partire dagli anni Sessanta.

La giornata di studi, che vedrà la partecipazione di studiosi italiani e francesi, sarà dedicata all’indagine della personalità artistica e del linguaggio di Evans. Dalla ricostruzione di taluni aspetti dei suoi anni di formazione, all’analisi dei suoi importanti apporti in ambito compositivo, dalla sua reinvenzione degli standard songs del repertorio di Broadway, all’analisi dell’architettura e della coerenza formale dei suoi soli. La giornata di studi si concluderà con una tavola rotonda dedicata alla trascrizione di molte improvvisazioni pianistiche di Evans tratte dalle sue incisioni discografiche, e all’utilizzo di tali trascrizioni sia per lo studio analitico del suo stile improvvisativo, che a fini specificamente didattici.

venerdì 14 giugno, ore 14 | Salone Marescotti

MEETING DI PEDAGOGIA E DIDATTICA DELLA MUSICA

Promosso dal SagGEM – Gruppo per l’Educazione musicale del «Saggiatore musicale» | in collaborazione con la Rete universitaria per l’Educazione musicale | INGRESSO LIBERO

Il Meeting promosso annualmente dall’Associazione «Il Saggiatore musicale» e dal suo Gruppo per l’Educazione musicale (SagGEM) si prefigge di discutere le più recenti ricerche nell’àmbito della Pedagogia e della Didattica della musica. Partecipano docenti delle Scuole, dei Conservatori e delle Università, studiosi di pedagogia generale, di didattica generale e di pedagogia e didattica della musica, italiani e stranieri. Nel Meeting verranno illustrati i risultati delle ricerche condotte dalle Commissioni scientifiche costituite in seno al SagGEM.

«Il Saggiatore musicale» è ente qualificato a livello nazionale per la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola ai sensi del DM 177/2000 e della direttiva n. 170/2016.
La Rete universitaria per l’Educazione musicale comprende dieci università (Bologna, Catania, Chieti, Ferrara, Palermo, Pavia-Cremona, Roma Tre, Sassari, Teramo, Torino), che insieme al «Saggiatore musicale» intendono valorizzare la musica d’arte e la conoscenza del patrimonio musicale europeo, materiale e immateriale.

novembre 2018 – maggio 2019 | Palazzo Marescotti

LABORATORIO DI MUSICA CORALE

Coordinato da Michele Napolitano

In collaborazione con la cattedra di Pedagogia Musicale del DAMS

Il laboratorio di musica corale – attivo ormai da anni con lusinghieri risultati – fornisce agli studenti una preparazione musicale di base che prevede l’apprendimento della pratica vocale del canto corale da parte degli studenti, che acquisiranno progressivamente un maggior controllo dell’emissione e dell’intonazione della voce, oltre a migliorare la propria capacità di cantare in assieme, eseguendo adeguatamente il tempo ed il ritmo delle composizioni, articolandone il fraseggio e dosandone le dinamiche, in una crescente consapevolezza del proprio contributo alla creazione di un costrutto musicale collettivo ed unitario. Il laboratorio prevede un incontro con cadenza settimanale nel periodo novembre 2018 – maggio 2019.

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IL DISCORSO MUSICALE

PRESENTAZIONI DI LIBRI INSIEME AGLI AUTORI

martedì 26 febbraio, ore 16 | Salone Marescotti

I RITRATTI DEL MUSEO DELLA MUSICA DI BOLOGNA

Presentazione del volume I ritratti del Museo della Musica di Bologna. Da Padre Martini al Liceo musicale, a cura di Lorenzo Bianconi et al. (Firenze, Olschki, 2018) | partecipano Lorenzo Bianconi (Bologna), Angelo Mazza (Bologna), Sergio Marinelli (Venezia), Tilman Seebass (Innsbruck) | INGRESSO LIBERO

In due brevi intermezzi Paolo Potì al pianoforte eseguirà alcune composizioni di Stefano Golinelli e Gioachino Rossini

martedì 5 marzo, ore 16 | Salone Marescotti

ALBAN BERG E THEODOR W. ADORNO: “SII FEDELE”

Presentazione del volume di Alban Berg e Theodor W. Adorno, “Sii fedele”. Corrispondenza 1925-1935 (Milano, Archinto, 2016) | partecipano Maurizio Giani (Bologna) e Pietro Cavallotti (Venezia) | INGRESSO LIBERO

martedì 16 aprile, ore 16 | Salone Marescotti

“L’ALTRO ORFEO” E LE ‘NUOVE MUSICHE’ A VENEZIA

Presentazione del volume, L’altro Orfeo” (1613) e le «nuove musiche» a Venezia, a cura di Rodolfo Baroncini e Luigi Collarile (Roma, Istituto Italiano per la Storia della Musica, 2016) | partecipano Rodolfo Baroncini (Adria), Marco Mangani (Firenze), Paolo Cecchi (Bologna) | INGRESSO LIBERO

* Per la presentazione del volume di Clementina Casula, Diventare musicista. Indagine sociologica sui Conservatori di musica in Italia (Mantova, Universitas Studiorum, 2018), che si terrà martedì 9 aprile, ore 16, presso il Salone Marescotti, si veda p. 69

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ARTI VISIVE

a cura di Daniele Benati, Francesco Benelli, Lucia Corrain, Gianluca Tusini

lunedì 28 gennaio, ore 17 | DAMSLab/Hall

CURATORE PER UN GIORNO

Ideazione Lucia Corrain, Silvia Evangelisti, Silvia Grandi, Lorenzo Balbi | nell’ambito di Art City | INGRESSO LIBERO
In collaborazione con MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna

ART CITY, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere che si svolge in occasione di Arte Fiera, quest’anno integra tra i suoi eventi anche un progetto che vede il DAMSLab come sede espositiva. Un’iniziativa particolare, come già lo stesso titolo dichiara: Curatore per un giorno. Sono, infatti, gli studenti del corso di laurea magistrale in Arti Visive dell’Alma Mater Studiorum a cimentarsi con le pratiche curatoriali ed espositive riguardanti l’arte contemporanea e a scegliere l’artista da esporre.

L’iniziativa – ideata da Lucia Corrain, Silvia Evangelisti, Silvia Grandi del Dipartimento della Arti di Bologna e da Lorenzo Balbi, Artistic Director del MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna – si sviluppa in due fasi: dapprima i frequentanti il corso di “Avanguardie e Neoavanguardie” della professoressa Silvia Evangelisti, si confronteranno con gli artisti esposti alla mostra That’s it! Sull’ultima generazione di artisti in Italia... attualmente in corso al MAMbo. Articolati in gruppi, gli studenti proporranno poi l’artista che vorrebbero esporre negli spazi del DAMSLab motivando criticamente la loro scelta. Le proposte saranno vagliate da Lorenzo Balbi, dalle docenti dell’università e dalla tutor Annalaura Puggioni, per selezionare l’artista che sarà esposto, con la curatela degli stessi studenti, negli spazi del DAMSLab.

All’inaugurazione che si terrà lunedì 28 gennaio 2019, sarà presente l’artista vincitore che dialogherà con gli studenti.

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da mercoledì 30 gennaio a mercoledì 8 maggio, ore 17 | Aula Magna di S. Cristina

I MERCOLEDÌ DI S. CRISTINA INCONTRI CON L’ARTE 2019

A cura dei docenti di Arti Visive, coordinatore Daniele Benati | INGRESSO LIBERO

Mirando a un confronto sempre stimolante e propositivo, il Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna si apre alla città, organizzando un ciclo di conferenze e presentazioni di libri su temi della storia dell’arte nelle sue più diverse manifestazioni e metodologie.

L’intento è mostrare la vitalità e la ricchezza di prospettive con le quali sono oggi praticati la ricerca e l’insegnamento delle discipline storico-artistiche.
Nel programma del 2019 si segnalano incontri con artisti (Olivo Barbieri, 30 gennaio), curatori di eventi espositivi (Marzia Faietti e Michele Grasso sulla mostra Vasari e i bolognesi a Firenze, 6 febbraio; Vittoria Romani sulla mostra Il giovane Tintoretto, 20 febbraio), docenti di prestigiosi atenei e istituzioni italiani e stranieri (Tod Marder della School of Arts and Sciences, Rutgers University, 13 febbraio; Mauro Carbone della Facoltà di Filosofia dell’Università Jean Moulin Lyon 3 di Lione, 6 marzo; Giacomo Marramao dell’Università di Roma Tre, 20 marzo) e presentazioni di libri, come il volume dedicato all’Illustratore di Gianluca del Monaco, che inaugura la collana edita dal Dipartimento in collaborazione con BUP - Bononia University Press (con Sonia Chiodo dell’Università di Firenze, 27 marzo). Gli incontri hanno luogo il mercoledì alle ore 17 nell’Aula Magna di S. Cristina (p.tta Morandi 2, Bologna), sede delle sezioni di Arti Visive del Dipartimento delle Arti. Ciascuno di essi è introdotto da un docente del Dipartimento. Per il calendario dettagliato: www.dar.unibo.it

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domenica 10 febbraio + domenica 31 marzo + domenica 19 maggio, ore 18.30 | DAMSLab/Teatro

RI-LEGGERE ROBERTO LONGHI

A cura di Daniele Benati | letture a cura di Alessandra Frabetti, con Marcella De Marinis | INGRESSO LIBERO

Roberto Longhi (Alba, 1890 - Firenze, 1970) è senza dubbio lo studioso che più ha improntato gli studi storico-artistici in ambito italiano. Fortemente portato per la filologia e la connoisseurship, a lui si devono la riscoperta e la messa a punto critica non solo di artisti fino a quel momento del tutto negletti (basti pensare al Caravaggio, già oggetto della sua tesi di laurea discussa nel 1911 con Pietro Toesca), ma anche di linee e percorsi nella storia dell’arte italiana dal Medioevo al Barocco (il “naturalismo” lombardo, la pittura “di luce” da Piero della Francesca a Giovanni Bellini, i caravaggeschi) e di intere aree geografiche fino ad allora pressoché insondate in specifici ambiti cronologici (il ’300 a Bologna, in Lombardia e in Umbria; il Rinascimento a Ferrara; i “pittori della realtà” del ’700 lombardo). Decisivo fu anche l’impegno dedicato all’arte del ’900, dai primi interventi su Umberto Boccioni e la scultura futurista (1914) alla lunga amicizia con Giorgio Morandi.

Tra il 1934 e il 1949 successe a I.B. Supino sulla cattedra di Storia dell’arte dell’Università di Bologna, dove le sue lezioni affascinarono non solo i futuri storici dell’arte – da F. Arcangeli e G. Briganti a M. Gregori e C. Volpe – ma anche personalità che avrebbero poi intrapreso altre strade, come G. Bassani, A. Bertolucci e P.P. Pasolini.

La straordinaria scrittura di Longhi, densa e nello stesso tempo chiarificatrice oltre che letterariamente rilevante (nel 1973 G. Contini ha curato per i “Meridiani” Mondadori una fortunata antologia dei suoi scritti intitolata Da Cimabue a Morandi), non manca tuttora di affascinare e si presta dunque a una lettura affidata alle voci di attori professionisti. I tre incontri su Longhi inaugurano una serie di “ri-letture”, introdotte da docenti del Dipartimento e illustrate da proiezioni di immagini, che si ripeteranno anche per altri protagonisti della storiografia artistica italiana e straniera.

domenica 10 febbraio, ore 18.30

Dialogo tra il Caravaggio e il Tiepolo

Introduce Daniele Benati

domenica 31 marzo, ore 18.30

Giotto spazioso

Introduce Fabio Massaccesi

domenica 19 maggio, ore 18.30

Giuseppe Maria Crespi

Introduce Irene Graziani

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VHS+ 1995-2000

a cura di Luca Barra, Silvia Grandi e Fabiola Naldi

In collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna

giovedì 14 febbraio, ore 10.30 | DAMSLab/Auditorium

VIDEO E TELEVISIONE TRA ANALOGICO E DIGITALE

Convegno a cura di Luca Barra, Silvia Grandi e Fabiola Naldi | INGRESSO LIBERO

Il convegno, con ospiti sia italiani sia afferenti a grandi istituzioni internazionali, prende spunto da una mostra, a cura di Silvia Grandi, in corso presso il MAMbo di Bologna (12 ottobre 2018-17 febbraio 2019), realizzata in collaborazione con il Dipartimento delle Arti e intitolata VHS+ video/animazione/televisione e/o indipendenza/ addestramento tecnico/controllo produttivo 1995/2000, che racconta e documenta il sogno elettronico di una stagione in cammino tra l’analogico e il digitale. La giornata di studi intende approfondire dal punto di vista teorico e scientifico sia il contesto storico e mediale in cui questa stagione di sperimentazioni si è compiuta, sia l’importante ruolo di numerosi attori (artisti, autori, produttori, professionisti), sia ancora numerose questioni più generali legate allo sviluppo di idee, all’utilizzo di dispositivi e alle potenzialità dei linguaggi video negli ambiti della produzione televisiva, di quella video artistica e del più ampio comparto audiovisivo.

Accanto alla dimensione internazionale di soggetti e istituzioni coinvolti come relatori e panelist al convegno, un punto di forza e originalità sarà la possibilità di mettere a confronto dimensioni di solito separate, in un proficuo dialogo interdisciplinare: storia e critica, discipline artistiche e studi sulla televisione e sui media, teorici e professionisti, tutti impegnati a rileggere un periodo storico cruciale, in Italia e altrove, e a individuarne sia l’eccezionalità sia gli elementi di persistenza nello scenario artistico e televisivo di oggi.

giovedì 14 febbraio, ore 21.30 | DAMSLab/Teatro

VHS+ VIDEO ART LIVE VINTAGE ’90

Live performance a cura di Silvia Grandi | con la partecipazione di Basmati film, Opificio Ciclope, Fluid Video Crew, Ogino Knauss, Otolab, Sun Wu Kung | INGRESSO LIBERO

Come evento di chiusura della giornata di studi VHS+ 1995-2000. Video e televisione tra analogico e digitale, in orario serale si terrà un evento della durata di circa due ore di performance live vintage con la partecipazione dei gruppi di artisti/video maker coinvolti nella mostra VHS+ video/animazione/televisione e/o indipendenza/ addestramento tecnico/controllo produttivo 1995/2000 in programma al MAMbo fino al 17 febbraio. Gli esponenti delle famose crew Opificio Ciclope, Fluid Video Crew, Ogino Knauss, Otolab e Sun Wu Kung, con l’aggiunta di Basmati film (co-ideatore della mostra), si esibiranno in una serie di situazioni intrecciate di micro set audiovideo live in puro stile anni Novanta, eseguite con materiale visivo originale elaborato e montato utilizzando dispositivi d’epoca (vhs, minidv, mixer Panasonic, computer Amiga 1200, modulatori di frequenza, ecc.) per creare un flusso di immagini e di montaggi video che riporteranno gli spettatori agli albori del Live Multimedia. L’incontro di video, animazione, campionamento, mix delle fonti in diretta, riproporrà un’estetica visuale datata anni Novanta ma ancora molto attuale, tanto da essere oggi, a due decenni di distanza, normalizzata ed emulata digitalmente dagli smartphone e dai programmi di mixaggio per computer.

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lunedì 11 marzo + lunedì 18 marzo, ore 20.30 | DAMSLab/Teatro

QUADRI IN CERCA D’AUTORE

A cura di Daniele Benati | INGRESSO LIBERO

Per il grande pubblico l’attribuzione delle opere d’arte antica, nella maggior parte dei casi giunte fino a noi prive della firma da parte dell’artista o di una sicura documentazione coeva, costituisce un’operazione affascinante quanto misteriosa. Quali sono i passaggi mentali che portano uno storico dell’arte a pronunciare il nome di un pittore piuttosto che un altro o a decidere il grado di autografia di un dipinto, così da distinguere un originale da una copia?

A questi e ad altri simili interrogativi intendono rispondere incontri in cui, sotto la guida di un docente del Dipartimento, due squadre di studenti si affronteranno nel difficile gioco dell’attribuzione. 
Previa comunicazione al docente (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), anche il pubblico presente potrà intervenire, sottoponendo fotografie di quadri di cui si vuole ricercare l’autore.

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giovedì 11 aprile, ore 20.30 | DAMSLab/Auditorium + Teatro

MICHELANGELO PISTOLETTOLA COMUNICAZIONE DEL TERZO PARADISO

Conferenza di Michelangelo Pistoletto | a cura di Lucia Corrain | INGRESSO LIBERO

La conferenza del maestro Michelangelo Pistoletto – dedicata alla sua più recente produzione, il Terzo Paradiso – sarà preceduta da una performance di Almadanza ispirata dalla produzione dell’artista e dalla presentazione di un video che propone alcune tra le sue più significative performance. L’artista al termine della conferenza dialogherà con Silvia Evangelisti (Bologna) e Lorenzo Fazio (Torino).

Michelangelo Pistoletto (Biella 1933). La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sull’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 realizza Quadri specchianti, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore, la dimensione reale del tempo e riaprono la prospettiva, rovesciando quella rinascimentale chiusa dalle avanguardie del XX secolo. Con questi lavori Pistoletto raggiunge riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. A partire dal 1967 realizza, fuori dai tradizionali spazi espositivi, azioni che rappresentano le prime manifestazioni di quella “collaborazione creativa” che Pistoletto sviluppa nel corso dei decenni successivi, mettendo in relazione artisti provenienti da diverse discipline e settori sempre più ampi della società. Tra il 1975 e il 1976 realizza nella Galleria Stein di Torino un ciclo di dodici mostre consecutive, Le Stanze, il primo di una serie di complessi lavori articolati nell’arco di un anno, chiamati “continenti di tempo”, come Anno Bianco (1989) e Tartaruga Felice (1992). Nel 1978 tiene una mostra nel corso della quale presenta due fondamentali direzioni della sua futura ricerca e produzione artistica: Divisione e moltiplicazione dello specchio e L’arte assume la religione. Nel corso degli anni Novanta, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dell’Università delle Idee, mette l’arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale per ispirare e produrre una trasformazione responsabile della società. Nel 2003 è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l’Università di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione annuncia quella che costituisce la fase più recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2007 riceve a Gerusalemme il Wolf Foundation Prize in Arts, “per la sua carriera costantemente creativa come artista”.

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sabato 4 + domenica 5 maggio | DAMSLab/Auditorium

IL CORPO IN PERFORMANCE TRA STATI DI ALTERAZIONE DI COSCIENZA E PROCESSO CREATIVO

Convegno a cura di Stefano Ferrari e Mona Lisa Tina | con interventi di Anna Maria Acocella (psicologa e psicoterapeuta), Lory Adragna (storico dell’arte e curatore), Laura Budriesi (ricercatrice Dipartimento Delle Arti), Silvia Calderoni (artista e performer), Marco Chisotti (psicoterapeuta e ipnoanalista), Daniele Del Pozzo (direttore di Gender Bender), Sergio Galante (psicoterapeuta), Porpora Marcasciano (sociologa ed esponente LGBT), Elisa Mereghetti (regista documentarista), Rosaria Mignone (psicoterapeuta e arte terapeuta), Cristina Natali (docente di Antropologia culturale), Mili Romano (artista e curatore), Erasmo Silvio Storace (filosofo e saggista) | INGRESSO LIBERO

In collaborazione con la sezione di Bologna della IAAP International Association for Art and Psychology

Il convegno intende esplorare nuove chiavi di lettura dell’esperienza estetica/ estatica degli artisti che utilizzano specificamente e in modo totalizzante il proprio corpo come strumento di comunicazione. Verranno altresì considerate possibili relazioni con gli stati di alterazione di coscienza, ampiamente descritti dall’antropologia e dalla psicologia. In questo contesto, verranno prese in considerazione anche le implicazioni relative all’appartenenza di genere dell’artista e le possibili differenziazioni comportamentali ed espressive che ciò può comportare.

Il convegno si articolerà in tre sezioni (due al sabato e una la domenica mattina) a cui faranno seguito altrettante tavole rotonde. I temi delle sezioni, che vedranno dialogare due esponenti del mondo dell’arte e due di altre discipline (antropologi, psicologi, psichiatri, filosofi...) sono i seguenti:

  1. Performance, genealogia e radici; 2. Performance e stati di trance;
3. Performance e identità di genere.

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giovedì 30 + venerdì 31 maggio | Aula Magna di S. Cristina + Pinacoteca Nazionale di Bologna

LUDOVICO CARRACCI (1555-1619): UN MAESTRO E LA SUA SCUOLA

Convegno internazionale a cura di Daniele Benati | comitato scientifico: Daniele Benati (Università di Bologna), Babette Bohn (Texas Christian University, Fort Worth), Alessandro Brogi (Indipendent scholar), Elena Rossoni (Direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna), Mario Scalini (Direttore del Polo Museale dell’Emilia- Romagna) | INGRESSO LIBERO

A distanza di 400 anni dalla morte, il convegno intende non solo celebrare la figura di Ludovico Carracci (1555-1619), come avvenne in occasione della mostra curata da Andrea Emiliani nel 1993, ma anche fare il punto sulla situazione attuale degli studi che lo riguardano nella doppia veste di artista e di maestro.

In quanto grandissimo artista, Ludovico seppe infatti farsi interprete delle esigenze promosse dal clima controriformato così da pervenire a soluzioni pittoriche di grande modernità, che lo vedono in anticipo sullo stesso Caravaggio. E, ancora più dei due cugini Agostino e Annibale, egli seppe poi porsi come autorevole didatta, in grado di costituire non solo un modello per i giovani artisti che si formarono al suo fianco, ma anche di suscitare e assecondare le loro più genuine propensioni. Per tale motivo Ludovico può infatti dirsi maestro di due pittori fra loro assai diversi come Guido Reni e il Guercino, che risentirono entrambi della sua influenza per giungere a risultati antitetici.

Anche il seguito della pittura bolognese tornerà a più riprese ad abbeverarsi al suo magistero, trovando nell’esempio di Ludovico lo stimolo per soluzioni sempre nuove.
Gli studiosi che prenderanno parte al convegno svilupperanno dunque le loro riflessioni su un duplice asse: da un lato i modi della formazione e dello sviluppo della carriera di Ludovico Carracci e dall’altro la sua importanza per il seguito della pittura non soltanto bolognese. Un aspetto, quest’ultimo, non ancora adeguatamente indagato dagli studi e sul quale si preannunciano importanti novità. Per il calendario dettagliato: www.dar.unibo.it

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STORIA E SOCIETÀ

a cura di Maurizio Ricciardi e Fulvio Cammarano

martedì 9 aprile, ore 16 | Salone Marescotti

DIVENTARE MUSICISTA. INDAGINE SOCIOLOGICA SUI CONSERVATORI DI MUSICA IN ITALIA

Presentazione del volume di Clementina Casula, Diventare musicista. Indagine sociologica sui Conservatori di musica in Italia (Mantova, Universitas Studiorum, 2018) | partecipano Clementina Casula (Cagliari), Giordano Montecchi (Bologna), Marco Santoro (Bologna), Anna Scalfaro (Bologna) | INGRESSO LIBERO

In collaborazione con la sezione musicale del Centro La Soffitta

Il volume di Clementina Casula (che insegna Sociologia presso l’Università di Cagliari, ma è anche musicista per passione, diplomata al Conservatorio) affronta il nodo dell’educazione musicale in Italia attraverso un’analisi storica e sociologica, la prima mai tentata in Italia di questa ampiezza, sui Conservatori, intesi come istituzioni formative e luoghi cruciali di avviamento alla professione musicale. Dopo un’articolata descrizione del mondo dei Conservatori musicali sulla base di indicatori quantitativi (la distribuzione territoriale, la popolazione studentesca, i docenti ecc.) il libro ricostruisce tempi e modi di sviluppo dell’educazione musicale in Italia nel quadro del sistema nazionale di istruzione, per focalizzarsi infine sull’esperienza che docenti, direttori e studenti stanno avendo del nuovo ordinamento dei Conservatori a seguito della riforma del 1999. Attraverso un’ampia indagine empirica, il volume propone un’approfondita analisi del reclutamento, della formazione, della professionalizzazione di chi studia nei Conservatori, prestando particolare attenzione al problema della persistenza di logiche del vecchio ordinamento nel nuovo regime formativo e agli effetti (spesso non voluti) della riforma a quasi vent’anni dalla sua approvazione. Condotto con strumenti concettuali e metodologici di tipo storico-istituzionale e soprattutto sociologico, secondo una strategia che armonizza l’utilizzo di metodi e tecniche di tipo qualitativo e quantitativo, questo è senza dubbio il più approfondito e rigoroso tentativo di misurare, illustrare e valutare l’insegnamento musicale conservatoriale in Italia nel quadro dell’intero sistema educativo e scolastico, analizzando nel contempo le prospettive occupazionali offerte da tale scuola, nell’ambito di una formazione specialistica che a tutt’oggi fatica ad adeguarsi alle nuove sfide poste dal necessario adeguamento della cultura musicale del nostro paese – così spesso marginalizzata dalle scelte intellettuali, politiche e formative – ai livelli e agli standard europei.

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mercoledì 23 maggio, ore 10.30 | DAMSLab/Auditorium

AUDIENCE DEVELOPMENT: POLITICHE E PRATICHE TRA SOCIOLOGIA E TEATRO

Convegno a cura di Roberta Paltrinieri | partecipano Roberta Bartoletti, Giovanni Boccia Artieri, Alessandro Bollo, Federico Boni, Nicola Borghesi, Francesco De Biase, Stefano De Matteis, Marco De Marinis, Lorenzo Donati, Laura Gemini, Gianluigi Gherzi, Gerardo Guccini, Claudio Longhi, Roberta Paltrinieri, Paola Parmiggiani, Oscar Ricci, Antonio Taormina, Cristina Valenti, Federica Zanetti, Luca Zappi | INGRESSO LIBERO

Il convegno Audience development: politiche e pratiche tra sociologia e teatro intende riflettere da diversi punti di vista sull’esigenza di sviluppare il pubblico e la sua cultura. Questa finalità, infatti, ispira processi artistici e scelte operative, rientra nella parte programmatica delle politiche culturali e costituisce un elemento intrinseco alla storia del teatro novecentesco e contemporaneo, dove la fuoriuscita dell’innovazione dagli ambiti istituzionali e la disseminazione sociale delle pratiche performative hanno determinato la formazione di nuovi pubblici, spesso caratterizzati da coinvolgenti e radicali integrazioni fra contesti e linguaggi. In questi ultimi anni, il programma europeo Creative Europe (2014-2020) ha posto l’accento sulla nozione di audience development promuovendone l’inserimento al centro della programmazione culturale. Il presente convegno dialoga con questa emergenza inquadrandola nel più generale e complessivo campo di forze definito dalle interazioni dirette fra teatro e società, teatranti e individui sociali. La prima sessione si rivolge, con l’intento di verificarne indicazioni e proposte di metodo, ad uno studio anticipatore e ricco di criteri interdisciplinari: Ai confini del teatro e della sociologia (1986) di Claudio Meldolesi. Opera fondamentale che, da un lato, affronta le continuità e discontinuità per cui «il sociologo somiglia al teatrante, e non allo studioso di teatro», dall’altro, individua nel teatro una struttura di civiltà che si definisce e assesta «in dialettica con processi collettivi reali». Riprendendone le sollecitazioni , la seconda sessione – Audience development fra approcci teorici ed esperienze concrete – prevede interventi di sociologi e teatranti. L’ultima sessione è dedicata allo studio dei pubblici che, così come l’analisi delle pratiche virtuose di audience development, costituisce la base per comprendere il ruolo che il teatro ha all’interno delle comunità per la costruzione di percorsi di cittadinanza culturale. Il convegno si conclude con un momento performativo che coinvolge l’associazione Gli amici di Luca. Nello spettacolo Amleto si compenetrano cultura teatrale e una problematica sociale di grande rilievo come il reinserimento di persone con esiti di coma.

mercoledì 23 maggio, ore 20.30 | DAMSLab/Teatro

AMLETO EXPERIENCE

I DARDI DELL’AVVERSA FORTUNA

Regia di Alessandra Cortesi | coordinamento pedagogico di Antonella Vigilante | produzione realizzata dall’associazione Gli amici di Luca onlus con il TeatroAperto/ Teatro Dehon | lo spettacolo è preceduto da una presentazione di Alessandro Bergonzoni e Fulvio De Nigris | INGRESSO GRATUITO CON RITIRO DI COUPON DALLE ORE 19.30

Il progetto che l’associazione Gli amici di Luca porta avanti dal 2003 si rivolge a persone con esiti di coma, che, attraverso la pratica laboratoriale del teatro, acquisiscono non solo una funzionalità crescente, ma anche una capacità di relazionarsi con se stessi e con gli altri. L’incontro con Shakespeare è una ulteriore sfida. Amleto è un testo che abbraccia il tutto scandagliando l’essere umano in ogni sua sfaccettatura. Ecco perché si è reso necessario compiere delle scelte per ridurlo e avvicinarlo ad un gruppo che è abituato ad esprimersi giocando, in situazioni performative poco verbali e molto libere.

Il linguaggio teatrale che più rispecchia questo gruppo è la coralità, che, attraverso una pluralità di segni, di voci, di corpi, fa emergere la forza di una comunità anomala che, perseguendo l’obiettivo dell’integrazione, suscita intorno a sé micro- società di pubblico partecipe.


I LUOGHI

DAMSLab

piazzetta P. P. Pasolini 5b

ingresso via Azzo Gardino 65, Bologna

tel. 051 2092400

Palazzo Marescotti/Salone Marescotti

via Barberia 4, Bologna

tel. 051 2092000

Arena Del Sole

via Indipendenza 44, Bologna

tel. 051 2910910 | www.arenadelsole.it

Cinema Lumière

Piazzetta Pier Paolo Pasolini
(ingresso via Azzo Gardino 65), Bologna

tel. 051 2195311 | www.cinetecadibologna.it

Aula Magna di S. Cristina

piazzetta G. Morandi 2, Bologna

tel. 051 2097260

Aula absidale di S. Lucia

via de’ Chiari 25/a, Bologna

Aula Magna di S. Lucia

via Castiglione 36, Bologna

Teatro Comunale Laura Betti Casalecchio di RenoPiazza del Popolo 1, Casalecchio di Reno

tel. 051 570977 | www.teatrocasalecchio.it

Teatro Ridotto

via Marco Emilio Lepido 255, Bologna tel. 051 402051 | www.teatroridotto.it

INFORMAZIONI E BIGLIETTERIA

Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure chiamare il 345.4180386 nei giorni feriali dalle ore 10 alle ore 18 e nelle giornate di spettacolo dalle ore 10 fino ad inizio spettacolo.

Spettacoli teatrali e concerti a ingresso gratuito

La partecipazione agli spettacoli teatrali a ingresso gratuito ospitati presso DAMSLab sarà consentita previo ritiro dell’apposito coupon in loco, distribuito a partire da un’ora prima dell’inizio dell’evento e fino a esaurimento dei posti disponibili.

Festival, teatri e cinema partner

Prezzi dei biglietti da verificare presso le singole strutture.


Responsabile scientifico La Soffitta

Gerardo Guccini

Comitato scientifico

Sezione Teatro: Marco De Marinis, Elena Cervellati, Giovanni Azzaroni (esterno), Cristina Valenti (per Associazione Scenario)
Sezione Musica: Paolo Cecchi, Carla Cuomo, Luca Aversano (esterno)
Sezione Cinema: Veronica Innocenti, Sara Pesce, Enza Negroni (esterno)

Sezione Arti Visive: Daniele Benati, Lucia Corrain, Gianluca Tusini, Francesco Benelli Sezione

Storia e Società: Fulvio Cammarano, Maurizio Ricciardi

Referente tecnico DAMSLab

Michela Giorgi

Servizi tecnici, informatici e web

Enrico De Stavola, Maurizio Morini, Stefano Orro, Andrea Pizzirani, Fabio Regazzi

Editing e promozione

Fabio Acca

Organizzazione e comunicazione

Articolture

Progetto grafico

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Ufficio comunicazione istituzionale

Stampa

Tipografia ACM - Azienda Commerciale Meridionale

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