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LA DANZA IN ITALIA NEL NOVECENTO E OLTRE: TEORIE, PRATICHE, IDENTITÀ

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Si articola dal 6 al 30 marzo 2019 il progetto speciale La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità, a cura di Elena Cervellati e Giulia Taddeo, inserito nella nuova stagione della Soffitta del Dipartimento delle Arti di Bologna.

Comincia mercoledì 6 marzo 2019, con lo spettacolo First love di Marco D’Agostin, il progetto speciale La danza in Italia nel Novecento e oltre: teorie, pratiche, identità, a cura di Elena Cervellati e Giulia Taddeo, inserito nella nuova stagione della Soffitta del Dipartimento delle Arti di Bologna. Questo primo momento prelude alla mini-maratona Italia/danza: il Novecento in video (12 e 19 marzo) e sfocia nel convegno internazionale di studi del 28-30 marzo 2019, che per ospiti, struttura e tematiche si pone come preminente occasione di incontro e riflessione per l’intero settore a livello italiano.

L’appuntamento di mercoledì 6 marzo 2019 è dedicato a First love di Marco D’Agostin, ultima creazione del giovane danzatore e coreografo veneto, recentissimo premio UBU come miglior performer under35, che si è formato studiando, tra gli altri, con Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Emio Greco. Danzatore per Claudia Castellucci, Alessandro Sciarroni, Iris Erez, Giorgia Nardin, dal 2010 sviluppa il proprio personale percorso di ricerca coreografica, anche grazie a progetti internazionali come ChoreoRoam Europe e presenta i propri lavori in importanti Festival italiani (Romaeuropa, OperaEstate Festival, Santarcangelo, Drodesera, Short Theatre, Contemporanea) e in contesti internazionali (The Place Theatre – Londra). First Love, commissionato e co-prodotto da Torinodanza Festival e Espace Malraux (Chambéry), è in programma presso il DAMSLab/Teatro ed è realizzato in collaborazione con ERT Emilia Romagna Teatro, VIE Festival e Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo.

First love è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. È la storia di un ragazzino degli anni Novanta, al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo, e la danza, anche: ma siccome non conosceva alcun movimento, si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più agonista ma ancora agonista, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna. È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro. In una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, First love si fa grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia.

Martedì 12 e 19 marzo 2019, come introduzione al convegno di studi, Elena Cervellati, Enrico Coffetto e Giulia Taddeo presentano due momenti dedicati alla proiezione di interviste, registrazioni di spettacoli e documentari selezionati dall’ampio archivio di Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo (Milano), per porre un’attenzione trasversale su diverse esperienze della danza italiana della seconda metà del Novecento.

Il convegno internazionale di studi, in programma da giovedì 28 a sabato 30 marzo, nell’arco di tre giornate andrà a toccare i principali snodi della storia della danza italiana dal secolo scorso ad oggi, con una struttura originale e ricca, che attinge agli eterogenei punti di vista offerti dalle teorie, dalle pratiche artistiche e da quelle organizzative.

La giornata di apertura del convegno accoglie interventi di taglio storico, dedicati al periodo compreso tra l’inizio del secolo e i primi anni Settanta, nonché la presentazione di materiali inediti del Fondo Mario Porcile, dedicato all’ideatore e organizzatore del Festival Internazionale del Balletto di Genova- Nervi (1955-2004) e ospitato dall’Associazione Cro.Me. Cronaca e Memoria dello Spettacolo (Milano). La seconda giornata si muove, invece, intorno al proposito di costruire un “glossario d’autore”: assumendo come orizzonte temporale il periodo che va dagli anni Ottanta a oggi, i relatori saranno sollecitati a proporre parole-chiave che possano stimolare una riflessione attorno alla creazione coreografica contemporanea. Sul tema, si collocano anche alcuni brevi interventi danzati offerti dal Gruppo Terza Danza, diretto da Franca Zagatti, al quale si uniranno gli studenti del Corso di Laurea in DAMS con esperienza nella danza di comunità, e da due danzatrici e coreografe di primo piano nel panorama della danza di oggi: Simona Bertozzi e Adriana Borriello.

La giornata di chiusura prosegue nella costruzione del “glossario d’autore” per poi concludersi con una tavola rotonda alla quale parteciperanno vari operatori del settore.

Al convegno partecipano con i loro interventi Selina Bassini (Cantieri Danza), Silvia Carandini (La Sapienza Università di Roma), Eugenia Casini Ropa (Università di Bologna), Elena Cervellati (Università di Bologna), Enrico Coffetti (Cro.Me.), Annamaria Corea (La Sapienza Università di Roma), Gigi Cristoforetti (Fondazione Nazionale della Danza/Aterballetto), Vito Di Bernardi (La Sapienza Università di Roma), Caterina Di Rienzo (Università Tor Vergata), Susanne Franco (Università Ca’ Foscari Venezia), Roberto Fratini Serafide (Conservatori Superior de Dansa, Barcellona), Marinella Guatterini (Fondazione Milano/Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi), Elisa Guzzo (Ballet2000), Concetta Lo Iacono (Università Roma Tre), Claudio Longhi (Emilia Romagna Teatro Fondazione), Fulvio Macciardi (Teatro Comunale di Bologna Fondazione), Francesca Magnini (Balletto di Roma), Rossella Mazzaglia (Università di Messina), Aline Nari (Università di Pisa), Marino Pedroni (Teatro Comunale di Ferrara), Enrico Pitozzi (Università di Bologna), Silvia Poletti (Danza & Danza), Elena Randi (Università di Padova), Alessandra Sini (Université Côte d’Azur, Nice), Giulia Taddeo (Università di Bologna), Stefano Tomassini (Università IUAV, Venezia), Patrizia Veroli (ricercatrice indipendente), Francesca Beatrice Vista (La Sapienza Università di Roma), Sayaka Yokota (Tokyo University), Franca Zagatti (Mousiké).

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